La vicenda del secolo · 1911 -1914
Il volo della Gioconda nel 1911
Un quadro smontato un lunedì mattina, un'inchiesta piena di false piste e un operaio italiano ritrovato ventotto mesi dopo: è così che una notizia ha trasformato un capolavoro ammirato in un volto globale.
Il punto essenziale
La fama non veniva dal nulla
Prima del 1911, La Gioconda era già un'opera stimata di artisti, scrittori e intenditori Il furto non ne creò la qualità: cambiò la scala della sua fama.
Per ventotto mesi i giornali francesi e stranieri ne riprodussero il volto, raccontarono l'inchiesta, inventarono piste e seguirono ogni colpo di scena Milioni di lettori che non frequentavano il Louvre impararono poi a riconoscere il sorriso della Gioconda.
Prima della scomparsa
Un piccolo quadro in un grande Salon Carré
Louis Béroud dipinse questa veduta del Louvre nel 1911: La Gioconda appare tra i grandi formati, recentemente protetta da una finestra Il dispositivo non ha nulla della sorveglianza attuale Le stanze chiudono in certi giorni, i dipendenti si muovono liberamente e le opere vengono regolarmente spostate per essere fotografate.
Louis Béroud, veduta del Salon Carré, 1911 Questo dipinto è particolarmente pregiato per comprendere il contesto materiale del volo.
Ricostruzione
Un lunedì mattina al Louvre
Il museo è chiuso al pubblico
Il giorno di chiusura fornisce un ambiente di lavoro meno supervisionato Vincenzo Peruggia conosce il luogo: ha partecipato, come vetraio, all'installazione di protezioni davanti ai quadri.
La vernice viene rimossa
Le storie concordano sull'essenziale: il segno viene sganciato, separato dalla sua cornice e dalla sua protezione, poi portato via, rimangono discussi i dettagli esatti del viaggio e l'eventuale esistenza di complici.
Il telaio è abbandonato
La cornice e certi elementi protettivi si trovano su una scala di servizio Piccola pittura su legno è più facile da nascondere di quanto un visitatore moderno immaginerebbe.
Peruggia scompare a Parigi
Vestito come gli operai dei musei secondo le ricostruzioni, si fonde con l'attività edilizia La Gioconda è poi rimasta nascosta nei suoi averi a Parigi per più di due anni.
Martedì 22 agosto
Louis Béroud trova un muro vuoto
Nelle stanze viene a lavorare il pittore Louis Béroud, che invece de La Monna Lisa vede solo i ganci o la location lasciata vuota, supponiamo innanzitutto che l'opera sia stata smontata per una sessione fotografica: questo tipo di movimento non è eccezionale.
Quando il servizio fotografico conferma di non tenere il quadro, l'allerta diventa generale Il Louvre chiude, la polizia perquisisce l'edificio ed esamina la cornice abbandonata La notizia è presto su tutti i giornali.
Non è solo l'assenza di un quadro: è l'immagine di questo vuoto che dà il caso.
Un'indagine imperfetta
Indizi, errori e pressioni pubbliche
Un'impronta sfruttabile, ma male tagliata
Gli investigatori rilevano tracce di elementi abbandonati, rimangono tuttavia frammentari i fascicoli e le procedure di confronto, il che contribuisce a far passare Peruggia.
Gli ex lavoratori vengono interrogati senza risultato
Peruggia è noto al sito e verrà interrogato, il suo profilo non fa però scattare la verifica decisiva che avrebbe potuto avvicinare la sua identità agli indizi di prima.
La sicurezza del museo è pubblicamente contestata
Il furto mette in luce i difetti di un immenso stabilimento: circolazione dei lavoratori, circolazione dei lavori, controlli ineguali e inventari difficili da sincronizzare.
Arrestato nel 1913
Il ladro identificato
Vincenzo Peruggia, un uomo già coinvolto nelle indagini
Italiano con sede a Parigi, Peruggia ha lavorato per l'azienda incaricata di installare finestre protettive al Louvre Questa esperienza gli dà una conoscenza concreta delle ambientazioni, degli accessi e degli usi del museo.
Non è uno spettacolare scassinatore. Il suo vantaggio è avere l'aspetto e i gesti di un lavoratore autorizzato.
Afferma di agire per patriottismo. Dopo il suo arresto, ha detto di voler restituire l'opera in Italia.
Questa giustificazione è storicamente fuorviante. Leonardo aveva portato l'opera in Francia, dove entrò nella collezione reale; non era bottino napoleonico.
La questione dei complici resta dibattuta. Peruggia è il ladro condannato, ma non tutte le circostanze del fatto sono definitivamente stabilite.
False piste
Apollinaire, Picasso e la sospetta avanguardia
L'inchiesta si fa prendere la mano quando un parente di Guillaume Apollinaire è legato a precedenti furti di piccoli oggetti d'antiquariato al Louvre, il poeta fu arrestato il 7 settembre 1911 e detenuto per circa una settimana, nella vicenda fu coinvolto anche Pablo Picasso, che aveva acquistato statuette dal museo senza sempre conoscerne chiaramente l'origine.
Questi episodi associano momentaneamente il furto all'avanguardia artistica, ma né Apollinaire né Picasso rubarono La Gioconda, la loro presenza nella storia mostra soprattutto la pressione esercitata su una forza di polizia che deve produrre sospetti di fronte all'emozione nazionale.
Firenze, dicembre 1913
La trappola si chiude a un mercante d'arte
Sotto falso nome, Peruggia contattò l'antiquario fiorentino Alfredo Geri e si offrì di restituire il dipinto in Italia per una ricompensa, Geri coinvolge Giovanni Poggi, direttore degli Uffizi La tavola, i suoi segni e la sua storia materiale permettono di riconoscere l'originale.
Fotografia del ritorno dell'opera al Louvre nel 1914 La folla, i funzionari e la stampa trasformarono il ritorno in una cerimonia.
L'effetto media
Perché la vicenda la rende globale
Il furto riunisce quattro meccanismi che la cultura di massa dei primi anni del XX secolo sa amplificare: un volto immediatamente riconoscibile, un enigma aperto, sospetti famosi e un esito spettacolare.
Il volto su tutti i giornali
Per trovare il dipinto, stampiamo la nostra immagine Questa trasmissione della polizia diventa una campagna globale involontaria.
Ventotto mesi senza risposta
L'assenza dà ai giornali il tempo di produrre voci, caricature, canzoni e ipotesi.
Poeta, pittore, operaio e agenti di polizia
La vicenda offre una distribuzione degna di un romanzo: Apollinaire, Picasso, Peruggia e i responsabili del Louvre.
Trovata un'eroina
La mostra in Italia poi il ritorno a Parigi regalano alla storia un finale collettivo, visibile e celebrato.
Prima e oggi
Dal Salon Carré alla Salle des Estates
Il pannello originale
Dipinto su un pannello di pioppo di modeste dimensioni, La Gioconda potrebbe essere fisicamente trasportata La sua protezione attuale risponde a una scala completamente diversa di rischio e di presenza.
Una presentazione che è diventata globale
Vetrina climatizzata, distanza di sicurezza e flusso organizzato dei visitatori: il dispositivo contemporaneo racconta anche le minacce, dal furto alla conservazione.
Miti e fatti
Sei dichiarazioni esaminate
"Il furto ha reso famosa la Gioconda."
Era già ammirata, ma la vicenda le diede una notorietà popolare e internazionale senza precedenti.
"Napoleone aveva rubato il dipinto dall'Italia."
L'opera entrò nella collezione reale francese dopo il soggiorno di Leonardo in Francia, ben prima delle campagne napoleoniche.
"Picasso ha rubato la Gioconda."
Il suo nome appare a causa delle statuette precedentemente prese dal Louvre, non come autore del furto del dipinto.
"Peruggia faceva parte di una grande cospirazione."
Circolano ancora teorie di sponsor e falsificazioni, senza prove storiche decisive.
"La sua conoscenza del Louvre ha reso possibile il furto."
Il suo lavoro di vetraio gli conferisce una concreta familiarità con l'edificio e le protezioni.
"I visitatori sono venuti a vedere la piazza vuota."
L'assenza del dipinto è diventata uno spettacolo e un simbolo dell'impotenza del museo.
Dopo l'indagine, guarda il lavoro
Trova la presenza della Gioconda
La nostra riproduzione ad olio dipinta a mano permette di trovare su una superficie pittorica reale il modellato del volto, le transizioni dello sfumato e la profondità del paesaggio.
Scopri la riproduzione de La Gioconda Vedi la collezione Leonardo da VinciDomande frequenti
Il volo della Gioconda in breve
Chi rubò la Gioconda nel 1911?
Vincenzo Peruggia, un operaio italiano che lavorava all'installazione di finestre al Louvre, fu arrestato in possesso del dipinto e poi condannato nel 1914.
Quando è stata rubata la Gioconda?
Il furto avvenne lunedì 21 agosto 1911, giorno della chiusura del museo, la scomparsa venne annotata il giorno dopo, martedì 22 agosto.
Per quanto tempo la Gioconda è scomparsa?
Ventotto mesi circa: dal 21 agosto 1911 al suo recupero a Firenze il 12 dicembre 1913.
Perché Peruggia ha rubato il quadro?
Afferma di aver voluto restituire l'opera all'Italia Questo movente patriottico è la sua affermazione; non prova né l'assenza di interessi finanziari né l'esistenza di un piano più complesso.
Picasso era sospettato?
Il suo nome fu legato all'inchiesta perché aveva acquisito statuette precedentemente rubate al Louvre, non fu ritenuto responsabile del furto de La Gioconda.
Dove è stata trovata La Gioconda?
A Firenze, dopo che Peruggia offrì il dipinto al mercante Alfredo Geri, alla sua autenticazione partecipò Giovanni Poggi, direttore degli Uffici.
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