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Medusa di Leonardo da Vinci

Vasari racconta uno scudo così terrificante da far indietreggiare il padre di Leonardo, poi menziona una testa di Medusa dipinta ad olio, nessuno di questi oggetti è oggi identificato Il dipinto a lungo mostrato agli Uffizi con il nome di Leonardo è un'opera fiamminga successiva.

Punto essenziale: non rimane alcun Leonardo Medusa autenticato
Testa di Medusa di pittore fiammingo, già attribuita a Leonardo da Vinci
Questo dipinto non è di Leonardo.Questa Medusa fiamminga, dipinta intorno al 1600, è stata a lungo confusa con l'opera perduta descritta dal Vasari.
Risposta diretta

La Medusa di Leonardo è davvero perduta?

Sì. Nessun dipinto conservato può essere collegato con certezza alle opere mostruose descritte nel XVI secolo Gli specialisti devono lavorare a partire da storie, un inventario mediceo e confronti con i disegni di Leonardo.

Il fascicolo è più complesso di un semplice dipinto mancante, perché Vasari sembra evocare due distinte creazioni : uno scudo giovanile che trasporta un mostro composito e, nell'edizione del 1568 del suo Vive, una testa di Medusa con i capelli di serpente, dipinta ad olio e lasciata incompiuta.

ArtistaLeonardo da Vinci, secondo Vasari
Data presuntaGioventù fiorentina, prima di partire per Milano
SupportaScudo in legno e pannello dipinto ad olio
StatoDue opere non localizzate
Fonte maggioreGiorgio Vasari, edizioni del 1550 e del 1568
Falsa pistaMedusa fiamminga degli Uffizi, 1600 circa
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Due racconti di Vasari, probabilmente due opere

La confusione deriva dal fatto che i testi antichi sovrappongono il mostro, la Medusa e il motivo dello scudo, prima di tentare qualsiasi ricostruzione devono essere separati.

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Lo scudo con il mostro composito

Ser Piero avrebbe chiesto al figlio di decorare una rondache grossolana tagliata da un albero di fico, Leonardo la raddrizza, la leviga, la prepara con il gesso poi inventa una creatura fatta di frammenti osservati su rettili, insetti e pipistrelli L'obiettivo non è necessariamente quello di rappresentare letteralmente Medusa, ma di produrre lo stesso effetto del terrore.

Storia presente dal 1550
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La testa di Medusa sott'olio

Nell'edizione ampliata del 1568, Vasari menziona anche una testa di Medusa i cui capelli sono sostituiti da un groviglio di serpenti, la descrive come un'invenzione molto strana, lasciata incompiuta e conservata nel palazzo del duca Cosimo, quest'opera sembra corrispondere a una voce dell'inventario mediceo del 1553.

Menzione aggiunta nel 1568
La fonte fondatrice

Vasari costruisce una scena perfetta per raccontare la storia del genio

La storia è preziosa, ma non è una relazione, Vasari scrisse diversi decenni dopo la giovinezza di Leonardo e compose una biografia destinata a colpire la memoria.

Vecchia pagina dalle Vite di Vasari dedicata a Leonardo da Vinci
Edizione francese antica di Vive dal Vasari L'immagine di Leonardo passa tanto attraverso il testo quanto attraverso le opere conservate.
Leonardo vuole produrre un'immagine capace di terrorizzare chi la incontra, "come faceva una volta la testa di Medusa".

Nella scena narrata dal Vasari, la bottega diventa teatro Leonardo pone lo scudo in una luce calcolata e invita il padre ad entrare Ser Piero indietreggia spaventato; l'artista risponde che l'opera ha compiuto con precisione la sua funzione.

Vasari aggiunge poi che il padre sostituisce un altro scudo al contadino e vende segretamente l'oggetto di Leonardo I prezzi e la catena di rivendita fino al duca di Milano vanno letti come elementi della narrazione biografica, non come transazioni confermate da conti conservati.

Ciò che l'aneddoto dimostra soprattutto: la vecchissima fama di Leonardo come osservatore della natura, inventore di mostri e maestro dell'illusione.

Osservare poi ricomporre

Il metodo del mostro è profondamente leonardiano

Anche se lo scudo è scomparso, i disegni conservati mostrano che Leonardo passa continuamente dallo studio attento della vita alla creazione di forme impossibili.

Studi su gatti, leoni e draghi di Leonardo da Vinci

Da vero gatto a drago immaginato

Il foglio della Royal Collection combina felini osservati, leoni ricordati e un drago inventato Fornisce un parallelo concreto al metodo descritto da Vasari: comprendere i movimenti naturali per rendere credibile il fantastico.

Studi di teste grottesche di Leonardo da Vinci

Volto spinto al grottesco

I profili esagerati non sono normali ritratti Nasi, mascelle, teschi ed espressioni diventano un vocabolario di variazioni, tra studio fisiognomonico, satira e potere immaginativo.

La falsa Medusa di Leonardo

Il dipinto degli Uffizi creò un'illusione per quasi due secoli

Quest'opera spettacolare è essenziale per la storia del gusto, ma non sostituisce il dipinto perduto.

La Medusa fiamminga nella sua cornice agli Uffizi di Firenze
Dipinto nella sua cornice Entrò nelle collezioni medicee nel 1668, ben dopo la morte di Leonardo.
Attribuzione attuale: gli Uffizi presentano questo dipinto come opera fiamminga intorno al 1600, talvolta legata a Otto Marseus van Schrieck, è stato attribuito a Leonardo del XVIII secolo, ma questa identificazione è oggi abbandonata.
Nascita poi caduta di un'attribuzione

Da Luigi Lanzi a Shelley: come il finto Leonardo è diventato famoso

Un'attribuzione può vivere a lungo quando soddisfa un testo antico, il prestigio di un museo e la volontà del pubblico di trovare un capolavoro scomparso.

1668

La pittura fiamminga entra nelle collezioni medicee Non può quindi essere seguita alla bottega di Leonardo.

1782

Luigi Lanzi la avvicina alla Medusa descritta dal Vasari e le dà il nome di Leonardo.

1819

Percy Bysshe Shelley compose una poesia dopo aver ammirato agli Uffizi quella che credeva essere la Medusa di Leonardo.

XX secolo

Gli specialisti, tra cui Bernard Berenson, rifiutarono gradualmente l'attribuzione; il museo riconosce un'opera fiamminga successiva.

Una provenienza troppo tardi

La presenza nelle collezioni non è documentata fino al XVII secolo Nessun collegamento continuo risale a Leonardo.

Un linguaggio pittorico successivo

Il naturalismo dei rettili e la messa in scena della testa si riferiscono alla cultura fiamminga intorno al 1600, non a Firenze intorno al 1470.

Una somiglianza ingannevole

Corrispondere al racconto di Vasari non basta Un artista successivo ha potuto leggere il testo e offrire la propria interpretazione.

Dopo Leonard

Caravaggio e Rubens hanno visto la Medusa perduta?

Il collegamento è attraente, ma non si può dimostrare alcuna filiazione diretta Il tema dello scudo di Medusa esisteva fin dall'Antichità e già circolava la storia di Vasari.

Scudo con testa di Medusa dipinto da Caravaggio

Caravaggio, 1597 circa

Caravaggio dipinge una tela montata su uno scudo convesso Il volto urla al momento della decapitazione e il supporto trasforma l'immagine in oggetto La presenza dell'opera nelle collezioni medicee rende particolarmente allettante il dialogo con la leggenda leonardesca, senza fornire prove.

Testa di Medusa di Rubens e Frans Snyders

Rubens e Frans Snyders, 1617-1618

Rubens affida serpenti e altri animali allo specialista Frans Snyders Il risultato richiama il metodo composito raccontato da Vasari: una testa umana circondata da un mondo zoologico reso con precisione quasi scientifica L'opera è custodita al Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Vedi opere oggi

Dove andare se la Medusa di Leonardo è scomparsa?

Dobbiamo sostituire la ricerca di un originale non rintracciabile con un viaggio tra testi, disegni e opere successive.

Sala Caravaggio e Medusa nella Galleria degli Uffizi
Sala Caravaggio e Medusa agli Uffizi, fotografia del 2024.

Il percorso più utile

  • Uffizi, Firenze: la Medusa di Caravaggio e, secondo le presentazioni, la pittura fiamminga precedentemente donata a Leonardo.
  • Collezione reale, Windsor: foglie animali di Leonardo, tra cui Gatti, leoni e un drago.
  • Kunsthistorisches Museum, Vienna: il X-Men è stato il primo ad essere stato il primo ad essere stato il primo ad essere stato il primo ad essere stato il primo ad essere stato il primo ad essere stato il primo ad essere stato il primo ad essere stato il primo ad essere stato il primo ad essere stato il primo ad essere stato il primo ad essere Testa di Medusa di Rubens e Snyders.
  • Vite di Vasari: la fonte essenziale, da leggere come testo storico e letterario.
Vedi la collezione Leonardo da Vinci File dell'ufficio
Domande frequenti

Cosa ricordare della Medusa di Leonardo

C'è una vera Medusa Leonardo da Vinci in un museo?

No. Nessun dipinto conservato è oggi riconosciuto come Medusa leonardesca, entrambe le opere descritte dal Vasari sono considerate perdute.

Il dipinto degli Uffizi è di Leonardo?

No. Gli Uffici la attribuiscono a un pittore fiammingo intorno al 1600, a volte vicino a Otto Marseus van Schrieck L'attribuzione a Leonardo, popolare nel XVIII e XIX secolo, è stata abbandonata.

Leonardo dipinse una Medusa o un drago?

Vasari descrive da un lato un mostro composito dipinto su uno scudo per produrre l'effetto terrificante di Medusa, e dall'altro una testa di Medusa con i capelli di serpente dipinti ad olio, probabilmente si tratta di due oggetti.

Perché il padre di Leonardo avrebbe avuto paura?

Secondo Vasari Leonardo presentò lo scudo in una luce calcolata L'illusione fu così convincente che Ser Piero fece un passo indietro Questa scena illustra la capacità del dipinto di imitare i viventi e provocare una reazione fisica.

Caravaggio ha copiato Leonardo?

Ciò non è dimostrato Probabilmente Caravaggio conosceva la fama del racconto vasariano e lavorava per un ambiente legato ai Medici, ma anche il motivo della Medusa su scudo ha una lunga tradizione antica.

Qual è la migliore fonte antica?

La Vita di Leonardo da Vinci di Giorgio Vasari, rimane la fonte principale soprattutto l'edizione del 1568, va accostato all'inventario mediceo del 1553 e agli studi moderni.

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