San Girolamo nel deserto di Leonardo da Vinci, intera opera incompiuta
Leonardo da Vinci · intorno al 1481 -1482

San Girolamo nel deserto: analisi di un'opera incompiuta

Un corpo nodoso, una bocca aperta, una pietra pronta a colpire il petto e un leone ancora quasi interamente disegnato: l'incompletezza non sminuisce l'opera, rende visibili le decisioni di Leonardo, strato dopo strato.

Pinacoteca VaticanaOlio su noce103×74 cm circaMV.40337
Risposta diretta

Perché il dipinto è incompiuto?

Non sappiamo. Nessun documento contrattuale, di sponsor o di abbandono è stato identificato con certezza Il Vaticano avvicina l'opera a L'Adorazione dei Magi e la data intorno al 1481-1482; altri specialisti stanno valutando acquisizioni successive.

La superficie mostra diverse campagne di lavoro: alcune parti sono modellate da smalti, altre rimangono di disegno marrone, e il leone è poco più che una sagoma, si deve quindi parlare di un'opera interrotta e riprodotta, non di un semplice bozzetto ingrandito.

ArtistaLeonardo da Vinci
TitoloSan Girolamo nel deserto
Main dataintorno al 1481-1482
Supportopannello noce
Tecnicaolio, disegno e smalto
Dimensionicirca 103×74 cm
CollezioneMusei Vaticani
Condizione materialepannello ritagliato poi rimontato
Composizione

Un corpo teso tra la terra e il crocifisso

Jérôme si inginocchia in una posa instabile Il bacino si gira, il busto si raddrizza, il collo si tende e il viso ruota verso destra Il suo braccio sinistro accompagna la diagonale del corpo; il braccio destro scende verso la pietra della penitenza.

Lo sguardo si sposta verso un crocifisso appena indicato nella parte superiore destra, basta questa piccola forma abbozzata per organizzare tutto il quadro: verso di esso convergono il corpo, la testa e il gesto, mentre il leone occupa il primo piano come una massa orizzontale.

Lo spazio non è una scena stabile dove è posto un santo È costruito dallo sforzo stesso del corpo orante.

Il vuoto intorno a Jérôme aumenta la sua solitudine Le rocce formano un'architettura naturale, ma i passaggi si aprono verso un paesaggio lontano: la grotta protegge e racchiude.

Area incompiuta con rocce, crocifisso e disegno sottostante
A destra rimangono visibili il disegno sottostante, le rocce, l'architettura lontana e il crocifisso ancora embrionale.
Anatomia ed espressione

Viso e busto spinti allo sfinimento

Leonardo non dipinge un vecchio semplicemente magro Costruisce la tensione tra ossa, pelle, tendini e muscoli per rendere la penitenza fisicamente leggibile.

Particolare del volto emaciato di San Girolamo dipinto da Leonardo da Vinci
Bocca semiaperta, zigomi cavi e sguardo alzato producono un'espressione di supplica senza effetto teatrale aggiunto.
Particolare anatomico del torso e del collo di San Girolamo
I muscoli dello sterno, della clavicola, della spalla e del collo sono articolati come un sistema in movimento, molto prima delle grandi dissezioni documentate degli anni 1510.

Sarebbe eccessivo dedurre un'osservazione diretta da una dissezione di quella data, D'altra parte il dipinto prova già l'attenzione di Leonardo per la meccanica del corpo e per il modo in cui uno stato interiore modifica ogni parte visibile.

Il gesto penitenziale

La pietra, il petto e la preghiera

Mano di San Girolamo che regge la pietra della penitenza

Un'azione sospesa

La mano destra stringe la pietra con cui Jérôme sta per battersi il petto Leonardo sceglie il momento prima dello shock: la violenza diventa tensione.

Un santo spogliato dei suoi segni abituali

Girolamo è spesso rappresentato come studioso e Padre della Chiesa, vestito da cardinale e appoggiato ai suoi libri, qui, è quasi nudo, senza libreria né volume aperto, un rosso riassuntivo evoca il suo abbigliamento, mentre il crocifisso esiste ancora solo a titolo indicativo.

Questa semplicità avvicina la borsa di studio all'ascetismo Il traduttore della Bibbia non è definito dai suoi libri, ma da un'esperienza corporea di solitudine, colpa e preghiera.

La pietra non è quindi un accessorio pittoresco Chiude il circuito della composizione: dallo sguardo al crocifisso, dal crocifisso al braccio, dal braccio al petto.

Leone disegnato in primo piano di San Girolamo da Leonardo da Vinci
La testa, il dorso e la zampa del leone rimangono principalmente definiti dal disegno, questa debole finitura ne accentua paradossalmente la presenza.
Il leone

Compagno del deserto e massa in primo piano

Secondo la tradizione agiografica Girolamo toglie una spina dalla zampa di un leone, che diventa il suo fedele compagno Leonardo non racconta l'episodio: l'animale giace già disteso ai piedi del santo.

La sua grande curva occupa il fondo del pannello e stabilizza la figura umana Il corpo del leone è trattato con meno modellato di quello di Jérôme; i contorni rimangono visibili, come se l'artista avesse fissato l'energia generale prima di costruire il volume.

Questa differenza di finitura è preziosa Mostra che Leonardo non necessariamente ha terminato ogni area una dopo l'altra: disegno, modellazione e avanzamento del paesaggio a ritmi diversi.

Grotta e orizzonte

Il deserto diventa un paesaggio mentale

L'ambientazione non è un deserto sabbioso È un mondo di rocce, acqua, passaggi e distanze atmosferiche, dove il tempo geologico risponde al corpo invecchiato.

Paesaggio roccioso e atmosferico dietro San Girolamo
A sinistra l'aria blu-verde allontana le formazioni rocciose Il graduale passaggio dei toni crea profondità senza rigida prospettiva architettonica.

Tre funzioni del paesaggio

Isolate. Le masse rocciose allontanano Jérôme dalla società umana.

Orient. Le aperture conducono l'occhio verso la distanza, per poi riportarlo verso il viso.

Collegare. Il rilievo della terra, le pieghe del drappo e l'anatomia utilizzano ritmi comparabili In Leonardo natura e corpo non sono due mondi separati.

Tecnica visibile

Come ha costruito Leonardo il dipinto?

L'incompletamento consente di seguire diversi stati normalmente nascosti sotto il dipinto finale.

01

Preparare

Il pannello in noce riceve una preparazione di gesso, colla e bianco piombo.

02

Disegnare

Il corpo, il leone e il paesaggio sono messi in posizione con un pennello con materiale marrone.

03

Unificare

Un'imprimatura traslucida riduce le aree destinate a rimanere in riserva e gragisce il disegno.

04

Modello

Smalto, pennelli, dita e palmo costruiscono certe ombre e ammorbidiscono il cielo e il paesaggio.

Sono state avvistate impronte digitali, in particolare nella parte in alto a sinistra, non costituiscono una firma, ma un indice di metodo: la mano interviene direttamente per diffondere o sciogliere il pigmento.

Interrotti due lavori

Confrontare con L'Adorazione dei Magi

Il Vaticano si avvicina San Girolamo di L'Adorazione dei Magi, commissione fiorentina del 1481 abbandonata quando Leonardo partì per Milano Entrambe le opere rivelano un disegno elaborato, marroni preparatori e gradi di finitura molto variabili. La Vergine delle Rocce offre, qualche anno dopo, un'altra eco nelle sue grotte, nelle sue aperture e nella sua atmosfera umida.

Adorazione incompiuta dei Magi di Leonardo da Vinci

L'Adorazione dei Magi

Stessa probabile vicinanza cronologica e stessa convivenza tra disegno, lavaggio e aree più costruite Qui, l'incompletezza riguarda una scena collettiva monumentale.

La Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci custodita al Louvre

La Vergine delle Rocce

La grotta diventa completamente dipinta: ombre fuse, piante, aperture rocciose e distanza bluastra trasformano il paesaggio in un involucro attivo.

Una storia materiale turbolenta

Tagliato in cinque pezzi, poi trovato

La tavola fu segata in cinque frammenti Una famosa tradizione dice che il cardinale Joseph Fesch, zio di Napoleone, ne trovò due parti in diversi usi domestici - una presso un mercante, l'altra che fungeva da tavola per uno sgabello presso un calzolaio Questa storia spiega la fama della "riscoperta", ma i suoi dettagli sono una narrazione trasmessa e devono essere presentati come tali.

La presenza del dipinto è attestata all'inizio del XIX secolo, segnatamente intorno alla tenuta di Angelica Kauffmann, allora nell'immensa collezione Fesch, dopo diverse vendite Pio IX lo comprò nel 1856 per la Pinacoteca Vaticana.

1481-1482Datazione principale proposta dal Vaticano.
Inizio XIX secoloRicomparsa documentata dell'opera.
Collezione FeschIl pannello è assemblato e restaurato.
1856Acquisto da parte di papa Pio IX.
OggiPinacoteca Vaticana, Sala IX.
Visualizza originale

Alla Pinacoteca Vaticana

Il dipinto è custodito nella sala IX della Pinacoteca, dedicata ai secoli XV e XVI, il suo formato verticale è molto più ampio di quanto suggerisca una riproduzione su schermo: alto circa un metro.

San Girolamo de Léonard esposto alla Pinacoteca Vaticana
Vista reale dell'opera esposta: la cornice e la luce della stanza permettono di misurarne la scala fisica.
Edificio della Pinacoteca Vaticana nei Musei Vaticani
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Scheda ufficiale dell'opera · biglietteria ufficiale dei Musei Vaticani

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Riproduzione dipinta a mano di San Girolamo di Leonardo da Vinci
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San Girolamo - Leonardo da Vinci

La riproduzione conserva l'aspetto marrone, le aree disegnate e le differenze di finitura che conferiscono al pannello la sua forza La pagina del prodotto presenta i formati e le opzioni disponibili.

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Domande frequenti

San Girolamo da Leonardo in breve

Quando Leonardo dipinse San Girolamo ?

I Musei Vaticani si trattengono intorno al 1481 -1482 per affinità con L'Adorazione dei Magi. Restano discusse una cronologia più ampia e le successive ripetizioni.

Perché l'opera è incompiuta?

Nessuna fonte dà una ragione certa La partenza di Firenze, la mancanza di un ordine chiaramente identificato, o un piano per la devozione personale sono supposizioni, non fatti accertati.

Cosa tiene in mano san Girolamo?

Una pietra destinata a colpirgli il petto, tradizionale gesto di penitenza.

Perché c'è un leone?

La tradizione vuole che Girolamo guarisse una zampa di leone, L'animale riconoscente divenne suo compagno nel deserto.

Il dipinto prova che Leonardo praticava già la dissezione?

No. L'anatomia è straordinariamente attenta, ma non sarebbe saggio usarla da sola come prova di dissezioni in questa data.

Su che legno è dipinta l'opera?

Su pannello di noce, preparato con gesso, colla e bianco piombo, poi lavorato con trafilatura marrone, olio e smalti.

Il pannello è stato effettivamente tagliato?

Sì, è stato separato in cinque frammenti prima di essere rimontato I dettagli pittoreschi della sua riscoperta, tuttavia, provengono dalla tradizione.

Dove vedere il tavolo?

Presso la Pinacoteca Vaticana, Sala IX, nei Musei Vaticani L'impiccagione può cambiare: consultare l'avviso ufficiale prima della visita.

Fonti e crediti

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