Visibilità queer, pittura e storia dell'arte

50 artisti LGBTQ+ che hanno fatto la storia della pittura

Da Leonardo da Vinci, Michelangelo, Rosa Bonheur, Romaine Brooks, Frida Kahlo e Claude Cahun a Francis Bacon, David Hockney, Andy Warhol, Keith Haring, Nicole Eisenman, Mickalene Thomas e Kehinde Wiley, ecco cinquanta traiettorie essenziali.

Parlare di artisti LGBTQ+ nella storia della pittura richiede sfumature Per gli artisti antichi non sempre esistevano parole contemporanee: ci si affida quindi a relazioni documentate, archivi, vite non conformi o letture queer riconosciute Per gli artisti moderni e contemporanei la visibilità diventa più diretta, a volte militante, a volte intima.

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David Hockney, artiste LGBTQ+ majeur de la peinture contemporaine

Prima della griglia

Una storia lungamente codificata, nascosta o altrimenti riletta

La pittura ha spesso parlato di desiderio senza poterlo nominare Nel Rinascimento, nel Barocco o nel XIX secolo gli archivi sono talvolta frammentari e le identità moderne non si sovrappongono perfettamente alle vite passate Ma opere, lettere, circoli di amicizia, modelli e scelte di rappresentazione aprono letture potenti.

Nel XX secolo, la questione divenne più visibile: ritratti lesbici di Romaine Brooks, corpi maschili di Bacon e Hockney, Pop art di Warhol, crisi dell'AIDS a Haring, Jarman o Gonzalez-Torres, poi pittura queer contemporanea a Eisenman, Thomas, Wiley o Hammond Questa classificazione segue questa storia senza ridurla a una singola etichetta.

Top da 1 a 10

Rinascimento, XIX secolo e prime modernità

Leonardo, Michelangelo, Caravaggio, Felicità, Sargent, Solomon, Brooks, Kahlo, Cahun e Hartley aprono una storia dove desiderio, corpo, genere, ritratto e visibilità vengono letti in modo diverso a seconda dell'epoca.

Gradi da 11 a 20

Modernismi, surrealismo e vite non conformi

Demuth, Wood, Laurencin, Abbéma, Gluck, Lempicka, Bacon, Grant, Toyen e Fini mostrano come la pittura moderna abbia accolto identità ambigue, amori minoritari e immagini del sé.

Gradi da 21 a 30

Pop, astrazione, neo-Dada e la scena americana

Oppenheim, Höch, Hockney, Johns, Rauschenberg, Warhol, Twombly, Martin, Cadmus e Haring muovono la pittura verso il segno, il corpo, la comunità, la cultura popolare e il desiderio.

Gradi da 31 a 40

Crisi dell'AIDS, memoria e arte contemporanea

Basquiat, Jarman, Tooker, Hodgkin, Delaney, Gonzalez-Torres, Indiana, Adnan, Eisenman e Thomas collegano pittura, memoria, politica, astrazione, ritrattistica e comunità queer.

Gradi da 41 a 50

Ritratto, genere, diaspora e eredità attuali

Wiley, Craxton, Rojc, Beaton, Mehretu, Feather, Brown, Naito, Hammond e Hambling espandono la storia LGBTQ+ della pittura in diaspora, tessile, illustrazione, palcoscenico e materiale.

Metodo

Come sono stati selezionati i 50 artisti

La selezione favorisce artisti il cui lavoro ha segnato pittura, ritrattistica, figurazione, astrazione, collage o immagini dipinte e la cui identità LGBTQ+, relazioni, non conformità di genere o letture queer sono documentate pubblicamente.

Per le figure antiche la classificazione rimane cauta: non pone meccanicamente categorie contemporanee sul passato, conserva gli artisti quando archivi, opere o storiografia queer ne fanno riferimenti importanti, per gli artisti recenti la visibilità, l'attivismo, l'AIDS, le comunità e la rappresentazione del desiderio diventano criteri centrali.

Da dove cominciare?

Tre semplici corsi

Per le radici storiche, inizia con Leonardo, Michelangelo, Caravaggio, Rosa Bonheur, Sargent, Solomon, Brooks, Kahlo, Cahun, Hartley e Demuth Per il XX secolo moderno, continua con Bacon, Grant, Toyen, Fini, Hockney, Johns, Rauschenberg, Warhol, Twombly e Martin.

Per l'arte queer contemporanea, guardate Haring, Jarman, Gonzalez-Torres, Hammond, Eisenman, Mickalene Thomas, Kehinde Wiley, Julie Mehretu e Maggi Hambling: la pittura diventa visibilità, memoria, corpo, politica e libertà.

La pittura come spazio di desiderio, memoria e visibilità

Questi cinquanta artisti mostrano che la storia LGBTQ+ della pittura non è un margine: attraversa le grandi storie dell'arte occidentale e globale, dal Rinascimento alla Pop art, dal surrealismo al minimalismo, dalla crisi dell'AIDS alle scene contemporanee.

Ci ricorda anche che la pittura non ha mai rappresentato solo forme Lei ha protetto segreti, codificato desideri, inventato corpi possibili e aperto spazi in cui riconoscersi.

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