Mihály Munkácsy nacque nel 1844 a Munkács, nell'attuale Ucraina, con il nome di Mihály Lieb, e morì nel 1900 Rimasto orfano giovanissimo e prima apprendista falegname, si formò a Pest, Vienna, Monaco poi a Dusseldorf prima di stabilirsi a Parigi Il suo successo internazionale iniziò con La cella del condannato, presentato al Salon del 1870: in un interno scuro, luce, volti e silenzi conferivano al dramma sociale un'intensità quasi teatrale Munkácsy sviluppò poi una pittura molto materica, fatta di marroni profondi, bianchi gessosi e accenti luminosi Munkácsy sviluppò poi una pittura molto materica, fatta di marroni profondi, bianchi gessosi e accenti luminosi Munkácsy sviluppò poi una pittura molto materica, fatta di marroni profondi, bianchi gessosi e accenti luminosi. Munkácsy sviluppò poi una pittura molto materica, realizzata con colori molto marroni, ma con accenti marroni, bianchi marroni profondi e bianchi gessosi, ma con accenti marroni e bianchi marroni, ma con una pittura molto profondi, ma con accenti marroni e bianchi color bianco gessanti, maccini marroni, ma con una pittura molto mastica e bianchi. il periodo parigino trasforma tessuti, mobili e conversazioni in uno spettacolo di colore Cristo davanti a Pilato, completato nel 1881, inaugura una monumentale trilogia della Passione continuata con il Golgota e l'Ecce Homo L'Apoteosi del Rinascimento, soffitto realizzato per il Kunsthistorisches Museum di Vienna, dimostra la sua padronanza del grande arredamento Per La conquista ungherese, completata nel 1893 e destinata al Parlamento di Budapest, viaggiò nella pianura ungherese, consultò storici e archeologi e riunì modelli fotografati Dalla cella buia alla folla storica, Munkácsy costruisce sempre l'immagine attraverso la luce, il gesto e la densità umana La selezione "Mihály Munkácsy" in particolare confronta Cellula Condannata II e Cristo davanti a Pilato La sua lettura favorisce lo spazio.
Munkácsy fa della luce un attore della storia: rivela un volto, apre una folla e trasforma lo spessore oscuro del materiale in dramma umano.