Maurice Utrillo nacque a Parigi nel 1883 Figlio dell'artista Suzanne Valadon, fu riconosciuto nel 1891 da Miquel Utrillo, la madre lo incoraggiò a dipingere all'inizio del XX secolo, e il paesaggio urbano divenne rapidamente suo dominio quasi esclusivo Opere di Utrillo dal motivo, ma anche da cartoline che gli permisero di ricostruire con precisione strade, piazze, caffè, chiese e case a Montmartre Il suo famoso periodo bianco, generalmente situato intorno al 1909-1914, è caratterizzato da spesse facciate: bianco zinco, gesso, colla e talvolta sabbia conferiscono alle pareti un materiale gessoso e consumato Sotto cieli pallidi, prospettive in aumento, palizzate e marciapiedi quasi vuoto crea una poesia di solitudine, dopo la prima guerra mondiale, la sua tavolozza si fa più chiara, i contorni si fanno più netti e i colori più schietti, ma l'architettura resta il vero carattere dei suoi dipinti Chiesa di Clignancourt, casa di Berlioz e Lapin Agile testimoniano il suo attaccamento ai luoghi popolari o storici della collina Utrillo dipinge anche Ivry, le periferie e i villaggi francesi, sempre con questa miscela di fedeltà topografica e memoria emotiva Utrillo dipinge anche Ivry, le periferie e i villaggi della Francia, sempre con questa miscela di fedeltà topografica e memoria emotiva Utrillo dipinge anche Ivry, le periferie e i villaggi della Francia, sempre con questa miscela di fedeltà topografica e memoria emotiva Molto prolifico, ripete talvolta lo stesso motivo in stagioni, cornici o stati di luce diversi La sua opera conserva così il volto di una Parigi scomparsa trasformandola via ordinaria nel paesaggio interno La selezione "Maurice Utrillo" mette a confronto in particolare Scène à Ivry e Chiesa di Clignancourt La sua lettura favorisce la luce.
Maurice Utrillo dipinge le pareti come volti: il loro bianco, le loro crepe e il loro silenzio conservano il ricordo di una strada tanto quanto il suo aspetto.