1732 -1806 · Grasse, Parigi, Roma, Tivoli e giardini aristocratici
Il tocco veloce, i giardini in movimento e i giochi del desiderio rendono Jean-Honoré Fragonard uno dei pittori più inventivi del XVIII secolo francese.
Jean-Honoré Fragonard nacque a Grasse nel 1732 e giunse giovane a Parigi, dopo una breve parentesi a Chardin, entrò nello studio di François Boucher, di cui conservò la libertà decorativa e il gusto per le mitologie galanti Vincitore del Prix de Rome nel 1752, soggiornò in Italia dal 1756 al 1761 I giardini di Tivoli, le scalinate, le grotte e i grandi maestri barocchi trasformarono la sua maniera Tornato a Parigi, fu approvato dall'Accademia nel 1756 grazie a Coreso e Callirhoé, ma si allontanò rapidamente dalla carriera ufficiale Tornato a Parigi, fu approvato dall'Accademia nel 1765 grazie a Coresus e Callirhoé, ma si allontanò rapidamente dalla carriera ufficiale Tornato a Parigi, fu approvato dall'Accademia nel 1765 grazie a Coresus e Callirhoé, ma si allontanò rapidamente dalla carriera ufficiale Tornato a Parigi, fu approvato dall'Accademia nel 1766 e fu rapidamente trasferito a Coresus, ma ritornato dall'Accademia Calléresus, e fu trasferito rapidamente alla carriera ufficiale, ritornato a Parigi, ma trasferitosi all'Accademia Calléreshous. movimento L'abito rosa, la scarpa lanciata, il giovane nascosto e la vegetazione vorticosa danno al desiderio un meccanismo leggero dove ogni dettaglio partecipa al gioco Nelle Figures de fantasy, eseguite con virtuosa velocità, stoffa, viso e attitudine sembrano emergere con ampie pennellate Il Festival di Saint-Cloud trasforma il giardino in un teatro atmosferico, mentre Renaud nei giardini di Armide mescola letteratura, architettura e foresta incantata Fragonard realizza per Madame du Barry la serie Progrès de l'amour, poi rifiutata, poi ripresa per la propria casa di Grasse La Rivoluzione rovina gran parte della sua clientela Partecipa per un certo tempo a l'organizzazione del futuro museo del Louvre, ma morto quasi dimenticato a Parigi nel 1806 Il suo lavoro rivela tuttavia una sorprendente modernità: il tocco non solo imita le cose, ne restituisce la velocità, la luce e l'instabilità La selezione "Jean-Honoré Fragonard" mette a confronto in particolare Le felici possibilità della scarpoletta e Figura della fantasia - Abate di Saint-Non La sua lettura favorisce lo spazio.
In Fragonard, il tocco non descrive a posteriori: corre con l'abito, il ramo e lo sguardo, come se il desiderio stesso mettesse in moto il dipinto.