Hovhannes Aïvazian, noto come Ivan Konstantinovich Aïvazovski, nacque nel 1817 a Teodosia, in Crimea, in una famiglia armena, Il suo talento gli si aprì all'Accademia Imperiale di Belle Arti di San Pietroburgo, dove si specializzò nel paesaggio e nella marina Laureato nel 1837, studiò le coste della Crimea poi viaggiò in Italia grazie a una pensione dell'Accademia Napoli, Venezia, la Baia di Costantinopoli e le sponde mediterranee arricchiscono un ricordo visivo che utilizzerà per tutta la vita Aivazovsky generalmente non dipinge l'onda direttamente sul motivo Osserva, disegna, poi ricostruisce il mare in movimento in officina Questo metodo gli permette di unire l'esperienza reale e immaginazione romantica La luce organizza i suoi quadri: luna, alba, fuoco o fulmine attraversano l'acqua, rendono trasparente l'onda e conferiscono all'orizzonte una profondità pressoché infinita Nominato pittore allo staff navale russo, rappresenta battaglie, porti e navi con conoscenze precise, ma le sue marine vanno oltre il documento militare La battaglia di Chesme trasforma il combattimento notturno in conflagrazione cosmica La Nona Onda, dipinta in 1850, mostra i sopravvissuti appesi a un albero dopo il naufragio L'onda che si avvicina è immensa, ma il sole nascente trasforma il pericolo in un'immagine di speranza L'Arcobaleno usa similmente il colore come apertura nel cuore del tempesta In Tra le onde, opera tarda, l'elemento marino diventa quasi autonomo: cielo e acqua occupano tutto il campo Aivazovskij tornò definitivamente a Teodosia, dove fondò un laboratorio, una galleria aperta nel 1880 e sostenuta progetti urbani Partecipò a circa centoventi mostre internazionali e morì nella sua città natale nel 1900 La sua identità armena, la sua carriera imperiale e il suo attaccamento alla Crimea costituiscono insieme la complessa storia di il suo lavoro La selezione "Ivan Aïvazovski" confronta in particolare La nona onda e L'arcobaleno La sua lettura favorisce i dettagli.
Aivazovsky dipinge il mare come la memoria ricompone un evento: più luminoso, più grande e più espressivo del momento osservato.