Guariento di Arpo nacque probabilmente nei pressi di Padova agli inizi del XIV secolo, i documenti rimangono rari e "di Arpo" designa il nome del padre piuttosto che un luogo, la sua presenza è attestata a Padova dagli anni trenta del XIII secolo, quando la città equipara ancora la rivoluzione giottesca alla cappella degli Scrovegni Guariento conserva da questo patrimonio il peso dei corpi, la costruzione dello spazio e la leggibilità del gesto, ma li associa alla linea elegante del gotico e alla costruzione dello spazio e alla leggibilità del gesto, ma li associa alla linea elegante del gotico e allo splendore bizantino propri del Veneto, tra le sue prime opere figura una croce processionale firmata, nel 1338, lavorò presso la chiesa degli Eremitani, dove il suo ciclo della vita di sant'Agostino fu gravemente danneggiato danneggiato dai bombardamenti del 1944, centrale divenne il suo rapporto con la famiglia da Carrara, per la cappella del palazzo signorile dipinse una serie di angeli, santi e pannelli dorati che resero lo spazio un riflesso della corte celeste, Gli angeli di Guariento, distesi, corazzati o riccamente vestiti, uniscono gerarchia teologica e raffinatezza aristocratica, le sue Madonne installano la Vergine su un solido trono, pur conservando l'oro, il motivo e la morbidezza dell'icona L'Ascensione di Cristo mostra come egli sovrappone spazio terrestre, movimento verticale e ordine celeste Nel 1365, la Repubblica di Venezia lo chiamò a Palazzo Ducale per dipingere un vasto Paradiso con il Incoronazione della Vergine L'opera, danneggiata poi coperta dal Paradiso di Tintoretto, rimane solo in stato frammentario, ma testimonia la sua fama oltre Padova Guariento morì prima del 1370 La sua opera aprì la strada alla grande pittura padovana di fine secolo: essa raccoglieva il patrimonio fiorentino, la preziosità veneziana e le ambizioni politiche di una corte locale La selezione del "Guariento di Arpo" mette a confronto in particolare Vergine col Bambino e Ascensione di Cristo La sua lettura favorisce la luce.
Guariento dona un corpo giottesco dalla brillantezza bizantina: sotto oro e motivi preziosi, figure e architetture acquistano un nuovo peso al servizio della corte di Padova.