Giulio Romano, nato Giulio Pippi a Roma intorno al 1499, entrò in giovane età nello studio di Raffaello, divenne in breve tempo uno dei suoi più stretti assistenti e partecipò a grandi imprese pontificie: sale vaticane, Logge e decorazioni della Villa Farnesine, imparò a progettare una composizione di grandi dimensioni, coordinare una bottega e far circolare un disegno tra pittura, stucco, arazzo e architettura, alla morte di Raffaello nel 1520, Giulio completò diverse commissioni con Giovanni Francesco Penni e prese un posto di rilievo nella diffusione del linguaggio raffaellesco Nel 1520, Giulio completò diverse commissioni con Giovanni Francesco Penni e prese un posto di rilievo nella diffusione del linguaggio raffaellesco Nel 1520, Giulio completò diverse commissioni con Giovanni Francesco Penni e prese un posto di rilievo nella diffusione del linguaggio raffaellesco Nel 1520, Giulio completò diverse commissioni con Giovanni Francesco Penni e prese un posto di rilievo nella diffusione del linguaggio raffaellesco Nel 1520, Giulio completò diverse commissioni con Giovanni Francesco Penni e prese un posto di grande diffusione del linguaggio raffaellesco. l'artista totale della corte, responsabile di palazzi, ville, feste, oggetti e dell'immagine del potere ducale Palazzo Te è il suo manifesto Nella Sala dei Giganti pareti e soffitti sembrano crollare intorno al visitatore; l'architettura dipinta, i corpi colossali e le prospettive volutamente instabili rompono con l'equilibrio classico Questa libertà caratterizza il manierismo di Giulio: anatomia amplificata, pose complesse, spazio teso e dettagli talvolta ironici I suoi dipinti della Sacra Famiglia conservano tuttavia la dolcezza di Raffaello, pur conferendo alle figure una densità più scultorea e una vicinanza domestica Progettista prodigioso, produce modelli destinato a pittori, incisori, tappezzieri e artigiani nella sua vasta bottega Architetto, rimodellò anche il palazzo ducale e la città di Mantova Giulio morì nel 1546, quando considerò un ritorno a Roma, la sua opera trasformò l'eredità di Raffaello in un linguaggio teatrale, adattabile ed europeo La selezione del "Giulio Romano" mette in particolare a confronto La Sacra Famiglia e La Sacra Famiglia con San Giovanni Battista da bambino La sua lettura favorisce la storia.
Giulio Romano eredita l'ordine di Raffaello, poi lo mette sotto tensione: la figura cresce, lo spazio si sposta e l'ambientazione diventa un'esperienza totale.