Giovanni Benedetto Castiglione nacque a Genova nel 1609 Formatosi in una città aperta ai pittori fiamminghi, assimilò il vigore di Rubens, l'eleganza di Van Dyck e la tradizione locale di Sinibaldo Scorza, molto presto si distinse per le scene pastorali dove animali, tessuti, stoviglie e figure bibliche condividono la stessa abbondanza, a Roma dagli anni '30 del Seicento, frequentò un ambiente internazionale e scoprì i paesaggi di Claude Lorrain, il classicismo di Poussin e, presto, le acqueforti di Rembrandt I suoi soggetti preferiti - Noè che porta gli animali nell'Arca, Abramo in viaggio, fuggendo in Egitto - trasformarono la storia sacra in un vasto teatro rurale Il tocco è mobile, il da un turbine di materiale emergono luce calda e forme Castiglione è anche un eccezionale disegnatore Con il pennello caricato di olio su carta, produce fogli autonomi di rara libertà, è generalmente considerato l'inventore del monotipo, procedimento che stampa un'immagine dipinta su un piatto e permette una sola prova principale Questa tecnica si adatta al suo gusto per l'unico, l'incidente e la materia Le sue circa sessanta acqueforti diffusero il suo linguaggio in tutta Europa, dopo diversi soggiorni tra Genova, Roma e Napoli, lavorò dall'inizio degli anni '50 del Seicento per la corte dei Gonzaga a Mantova Ritratto di Gian Lorenzo Bernini, Santo Francesco in estasi e scene religiose mostrano l'estensione di un artista capace di unire osservazione, spiritualità e movimento barocco, muore a Mantova nel 1664, la sua influenza continua tra i pittori di animali, gli incisori italiani e, più tardi, il Tiepolo Castiglione rimane moderno nel suo modo di sfumare i confini tra pittura, disegno e stampe La selezione "Giovanni Benedetto Castiglione" confronta in particolare Crocifissione e Cristo che insegue i mercanti dal tempio La sua lettura favorisce la storia.
A Castiglione, il sacro passa attraverso la polvere, le bestie e la materia: l'invenzione tecnica resta sempre al servizio di un mondo vivente.