Giorgio da Castelfranco, soprannominato Giorgione, nacque probabilmente intorno al 1477 a Castelfranco Veneto, la sua vita rimane scarsamente documentata e il suo catalogo continua a suscitare dibattiti, ma la sua influenza sulla pittura veneziana è immensa, si formò probabilmente nell'ambiente di Giovanni Bellini e lavorò a Venezia a cavallo del XVI secolo, nella pala di Castelfranco la Vergine e i santi non sono più isolati in rigide architetture: paesaggio, luce e silenzio uniscono lo spazio sacro Giorgione sviluppò poi dipinti destinati a collezionisti privati, spesso di piccolo o medio formato, i cui soggetti rimangono difficili da spiegare La Tempesta unisce un soldato, donna che allatta, città, lampo e natura umida senza consegnare una certa narrazione, i Tre Filosofi mettono l'osservazione e la luce al cuore di una meditazione altrettanto aperta, questa ambiguità diventa una forza poetica Il colore non adorna più solo il disegno; costruisce via via corpi, aria e profondità attraverso fini passaggi tonali Nel 1508, Giorgione lavorò con il giovane Tiziano agli affreschi esterni del Fondaco dei Tedeschi, ormai quasi perduti, nel 1508, Giorgione lavorò con il giovane Tiziano agli affreschi esterni del Fondaco dei Tedeschi, ormai quasi perduti, nel 1508 Giorgione lavorò con il giovane Tiziano agli affreschi esterni del Fondaco dei Tedeschi, ormai quasi perduti, Tiziano completò anche alcune opere lasciate incomplete, il che spiega diversi problemi di attribuzione, in particolare intorno alla Venere dormiente e al Concerto paese Giorgione morì di peste nel 1510, ancora giovane, in una carriera di circa quindici anni, aprì comunque la strada a Tiziano e a tutta una pittura basata sull'atmosfera, sulla musica interiore e sulla libertà di sguardo, La selezione "Giorgione" mette a confronto in particolare La tempesta e Venere addormentata La sua lettura favorisce lo spazio.
In Giorgione, il soggetto non si chiude mai: colore, paesaggio e silenzio creano un enigma che lo spettatore deve abitare piuttosto che risolvere.