Georges Jules Victor Clairin nacque a Parigi nel 1843 Studiò alla Scuola di Belle Arti con Isidore Pils e François-Édouard Picot, poi iniziò al Salon del 1866 Con l'amico Henri Regnault, viaggiò in Spagna e soggiornò a Granada; scoprì poi il Marocco, dove architettura, luce, cerimonie e costumi alimentano in modo sostenibile il suo repertorio, queste opere vanno oggi collocate nella storia dello sguardo orientalista europeo, che spesso trasforma le società contemporanee in spettacoli esotici Clairin è anche un grande pittore decorativo, disegna soffitti, pannelli e tende per teatri, casinò, municipi e residenze, da Parigi a Monte-Carlo. Il suo senso delle dimensioni, il drappeggio e l'ingresso spettacolare vanno direttamente nei suoi ritratti, decisivo è l'incontro con Sarah Bernhardt, amica intima, a volte amante a seconda della storia, ne rimane il ritrattista ufficiale per quasi cinquant'anni, nel grande Ritratto di Sarah Bernhardt esposto al Salon del 1876, l'attrice giace su un divano in abito di raso bianco, circondata da un arredamento bohémien e lussuoso, la posa apparentemente disinvolta è rigorosamente costruita; le curve, i toni cangianti e i materiali annunciano certi effetti dell'Art Nouveau Ophélie traspone la cultura teatrale verso Shakespeare e il simbolismo, mentre i ritratti di Gabrielle Krauss o émile de Girardin amplia la galleria della vita culturale Clairin dipinse anche eventi pubblici, in particolare la veglia funebre di Victor Hugo sotto l'Arco di Trionfo, e trovò un territorio più intimo di rocce e mare a Belle-Île Morto sull'isola nel 1919, lasciò un'opera multipla dove ritratto, spettacolo, arredamento, illustrazione, viaggio e memoria nazionale si rispondevano La selezione "Georges Clairin" confronta in particolare Ritratto di Sarah Bernhardt e Ophélie La sua lettura privilegia il colore.
Clairin trasforma il ritratto in una scena: la posa, il tessuto e l'arredamento estendono la personalità fino a conferirle l'ampiezza di un ruolo pubblico.