Gentile di Niccolo di Giovanni di Massio nacque a Fabriano, nelle Marche, intorno al 1370 o 1385, le prime tappe della sua formazione rimasero incerte, ma la sua arte assimilò la miniatura lombarda, la pittura umbra e il gusto delle corti d'Italia del Nord per superfici sontuose Attivo a Venezia dall'inizio del XV secolo, vi dipinse affreschi oggi perduti ed esercitò un'influenza duratura su Jacopo Bellini, lavorò poi a Brescia, nelle Marche, in Umbria e a Firenze, viaggiando con bottega mobile secondo gli ordini Il Polittico di Valle Romita unisce fondo oro, figure snelle e osservazione sensibile di fiori, uccelli e materiali A Firenze, dove entrò nella corporazione nel 1422, Gentile produsse per Palla Strozzi l'Adorazione dei Magi del 1423 Questo capolavoro trasforma il viaggio biblico in una processione cosmopolita: broccati, cavalli, leopardi, gioielli, paesaggi ed episodi successivi si uniscono ad una luce che già annuncia la ricerca del Rinascimento La ricchezza decorativa non impedisce né la profondità narrativa né l'attenzione al mondo reale La Presentazione al Tempio, dalla predella, contrappone l'eleganza delle figure sacre alla vita quotidiana che anima la piazza Nella Madonna Quaratesi, completata nel 1425, il trono, gli angeli e i motivi dorati formano una visione al tempo stesso monumentale e intima I piccoli pannelli dedicato a San Nicola o a San Francesco dimostrano la sua capacità di condensare movimento, miracolo e paesaggio Chiamato a Roma da Papa Martino V, Gentile vi intraprese affreschi in San Giovanni in Laterano, completati dopo la sua morte dal Pisanello, Morì nel 1427 La sua opera costituisce un vertice del gotico internazionale mentre prepara, attraverso la luce e l'osservazione, diverse innovazioni del primo Quattrocento La selezione "Gentile da Fabriano" confronta in particolare Adorazione dei Magi e Madonna Quaratesi La sua lettura favorisce il materiale.
A Gentile l'oro non cancella il mondo: accoglie tessuto, animali, paesaggio e luce in una realtà resa più preziosa.