Federico Zandomeneghi nacque a Venezia nel 1841 in una famiglia di scultori, scelse però la pittura e studiò all'Accademia di Venezia poi a Milano Impegnato nel movimento nazionale italiano, si unì ai volontari garibaldini prima di stabilirsi a Firenze nel 1862, al Caffè Michelangiolo, conobbe i Macchiaioli, la cui pittura di masse di luce e colore incoraggiava l'osservazione diretta della vita moderna, nel 1874, Zandomeneghi partì per Parigi, prima per un breve soggiorno, poi vi si stabilì definitivamente Nel 1874, Zandomeneghi partì per Parigi, prima per un breve soggiorno, poi vi si stabilì definitivamente Nel 1874, Zandomeneghi partì per Parigi, prima per un breve soggiorno, poi vi frequentò stabilmente He Degas, Renoir, Pissarro e il critico Diego Martelli, e partecipò a mostre di quattro impressioni tra il 1879 e il 1886. Il suo sguardo conservato la sua stessa sensibilità, nutrita però dal colore veneziano e dalla solidità delle figure italiane, Caffè, piazze, mulini, banchine e scene di strada si alternano a interni più tranquilli: la scrittura femminile, la lettura, il lavaggio, il parrucchiere o la conversazione, Pastel divenne un mezzo essenziale, capace di unire disegno e vibrazione colorata, dagli anni 1890 il mercante Paul Durand-Ruel sostenne il suo lavoro e assicurò una distribuzione internazionale, dagli anni 1890 il mercante Paul Durand-Ruel sostenne il suo lavoro e ne assicurò la distribuzione internazionale Zandomeneghi spesso prediligeva i modelli femminili senza ridurli allo spettacolo: assorbiti da un compito, occupavano pienamente il loro spazio Zandomeneghi spesso prediligeva i modelli femminili senza ridurli allo spettacolo: assorbiti da un compito, spesso occupavano pienamente il loro spazio femminile senza ridurli allo spettacolo: assorbiti da un compito, occupavano pienamente il loro spazio Morti a Parigi nel 1917, appariva come tramite un tramite tra il realismo italiano, Zandomeneghi spesso ne occupava lo spettacolo impressionismo e intimità della Belle Époque La selezione "Federico Zandomeneghi" mette a confronto in particolare Impressioni di Roma e Place d'Antwerp, Parigi La sua lettura privilegia il disegno.
Zandomeneghi osserva Parigi con una memoria veneziana: la vita moderna resta veloce, ma il colore dona ai gesti ordinari una morbidezza duratura.