Federico Barocci nacque ad Urbino intorno al 1535 in una famiglia di artigiani Formatosi con il padre Ambrogio, scultore e incisore di gemme, poi nel raffinato ambiente della corte della Rovere, studiò Raffaello, Correggio e i maestri veneziani, due soggiorni a Roma gli permisero di vedere le grandi decorazioni del Rinascimento e di partecipare ai progetti papali Una grave malattia, che attribuisce all'avvelenamento, lo riportò definitivamente ad Urbino intorno al 1563 Questa distanza non limitò la sua influenza: confraternite, chiese, duchi e papi gli ordinarono vaste pale d'altare Barocci preparò ogni composizione con un metodo straordinariamente paziente Complessivamente bozzetti, studi di figure, teste di pastello, modelli in cera e cartoncini colorati permettono di vivere gesti, rapporti leggeri e cromatici prima della tela finale Le sue scene religiose evitano la freddezza monumentale: madri, bambini, apostoli e santi si toccano, si appoggiano e rispondono l'uno all'altro in un movimento continuo Rose, azzurri, gialli acidi e viola fusi creano una luce emotiva che conduce i fedeli verso l'evento sacro Le rose fuse, gli azzurri, i gialli acidi e i viola creano una luce emotiva che conduce i fedeli verso l'evento sacro La Madonna del Popolo, la Deposizione di Perugia, il Volo di Enea e la Natività illustrano questa alleanza di dolcezza e complessità Barocci pratica anche la ritrattistica e l'incisione Morte a Urbino nel 1612, influenzò Rubens, i Carracci e diverse generazioni di pittori barocchi La selezione "Federico Barocci" confronta in particolare La circoncisione di Cristo e La Sacra Famiglia con un gatto La sua lettura predilige il colore.
In Barocci il colore non decora la storia: collega gli sguardi, ammorbidisce i gesti e trasforma la composizione religiosa in un'esperienza sensibile.