Chris Ofili, The Holy Virgin Mary, 1996, Museum of Modern Art (MoMA), New York
#1 - The Holy Virgin Mary

Top 100 - 100 dipinti africani moderni e contemporanei da conoscere

100 dipinti africani moderni e contemporanei da conoscere

Da El-Salahi, Okeke e Ishag a Ofili, Mehretu, Dumas e Armitage: cento dipinti, quaranta artisti e diverse modernità

Questo percorso riunisce cento dipinti e opere pittoriche realizzate da quaranta artisti legati al continente africano per nascita, nazionalità, formazione o un percorso diasporico duraturo.

100dipinti classificati
40artisti rappresentati
1950–2022dalle indipendenze al presente
100 dipinti100 schede museali verificate
RifondareLe scuole moderne si confrontano con le tradizioni locali, le indipendenze e le avanguardie internazionali.
RaccontareLa città, la famiglia, la religione e la vita politica conferiscono alla pittura una potenza documentaria senza ridurla a reportage.
CircolareKhartoum, Lagos, Kinshasa, Johannesburg, Londra, Parigi e New York formano una rete di traiettorie ed esili.
SpostareGli artisti contemporanei rinnovano il ritratto, il collage, l’astrazione e i materiali del quadro.

Cento dipinti, quaranta artisti, molteplici modernità

La pittura africana, dal modernismo al presente

La pittura africana moderna non nasce in un unico atelier né in una data unica. Al Cairo, a Khartoum, a Lagos, a Nsukka, a Oshogbo, a Casablanca, a Kinshasa o a Johannesburg, gli artisti compongono con scuole d'arte ereditate dalla colonizzazione, tradizioni visive locali, movimenti d'indipendenza e reti internazionali. Le somiglianze esistono, ma non formano mai uno stile continentale omogeneo.

Il continente non produce una scuola unica: questo percorso segue città, generazioni, linguaggi visivi e circolazioni che si incrociano senza confondersi.
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La classificazione in immagini

I
Le icone che hanno spostato lo sguardo

Ofili, El-Salahi, Dumas, Mehretu, Samba, Okeke e Armitage aprono il percorso con opere diventate punti di riferimento internazionali.

Chris Ofili, The Holy Virgin Mary, 1996, Museum of Modern Art (MoMA), New York #1
Chris Ofili

The Holy Virgin Mary

Riferimento artistaBritannico, nato nel 1968Data1996CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato96 × 72" (243.8 × 182.8 cm)

« The Holy Virgin Mary » di Chris Ofili, datato 1996, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica acrilico, olio, resina poliestere, collage di carta, glitter, puntine da carta e sterco di elefante su tela e un formato di 96 × 72" (243.8 × 182.8 cm). In questo percorso, l'opera si unisce al capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 1 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Chris Ofili, No Woman, No Cry, 1998, Tate, Londres #2
Chris Ofili

No Woman, No Cry

Riferimento artistanato nel 1968Data1998CollezioneTate, LondraFormatosupporto: 2438 x 1828 x 51 mm

« No Woman, No Cry » di Chris Ofili, datato 1998, appartiene alla Tate, Londra. La scheda indica pittura a olio, pittura acrilica, graphite, polyester resin, printed papier, glitter, map pins and elephant dung su tela e un formato supporto: 2438 x 1828 x 51 mm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Essa mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 2 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda della Tate, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Tate, Londra — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Ibrahim El-Salahi, The Mosque, 1964, Museum of Modern Art (MoMA), New York #3
Ibrahim El-Salahi

The Mosque

Riferimento artistaSudanese, nato nel 1930Data1964CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato12 1/8 x 18 1/8" (30.7 x 46 cm)

« The Mosque » di Ibrahim El-Salahi, datato 1964, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica huile sur toile e un formato di 12 1/8 x 18 1/8" (30.7 x 46 cm). In questo percorso, l’opera si unisce al capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 3 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Marlene Dumas, The Painter, 1994, Museum of Modern Art (MoMA), New York #4
Marlene Dumas

The Painter

Riferimento artistaSudafricana, nata nel 1953Data1994CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato6' 7" x 39 1/4" (200.7 x 99.7 cm)

« The Painter » di Marlene Dumas, datato 1994, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica huile sur toile e un formato di 6' 7" x 39 1/4" (200.7 x 99.7 cm). In questo percorso, l’opera si unisce al capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 4 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Julie Mehretu, Empirical Construction, Istanbul, 2003, Museum of Modern Art (MoMA), New York #5
Julie Mehretu

Empirical Construction, Istanbul

Riferimento artistaAmericana, nata in Etiopia nel 1970Data2003CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato10' x 15' (304.8 x 457.2 cm)

« Empirical Construction, Istanbul » di Julie Mehretu, datato 2003, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica acrylic and ink on toile e un formato di 10' x 15' (304.8 x 457.2 cm). In questo percorso, l’opera si unisce al capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 5 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Uzo Egonu, The Arts, 1973/76, The Metropolitan Museum of Art, New York #6
Uzo Egonu

The Arts

Riferimento artista1931–1996Data1973/76CollezioneThe Metropolitan Museum of Art, New YorkFormato169,9 × 274,6 cm

« The Arts » di Uzo Egonu, datato 1973/76, appartiene al The Metropolitan Museum of Art, New York. La scheda indica huile sur toile e un formato di 169,9 × 274,6 cm. In questo percorso, l’opera si unisce al capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 6 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del The Met, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: The Metropolitan Museum of Art, New York — diritti indicati nella scheda dell’opera Visita al museo →
Chéri Samba, "Condemnation without Trial", 1989-90, Museum of Modern Art (MoMA), New York #7
Chéri Samba

"Condemnation without Trial"

Riferimento artistaCongolese, nato nel 1956Data1989-90CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato58 3/8" x 6' 7" (148.3 x 200.7 cm)

« "Condemnation without Trial" » di Chéri Samba, datato 1989-90, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica alkyd enamel and glitter paint on toile e un formato di 58 3/8" x 6' 7" (148.3 x 200.7 cm). In questo percorso, l’opera si unisce al capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 7 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Moké, Long Live Utex Africa, 1989, Museum of Modern Art (MoMA), New York #8
Moké

Lunga vita a Utex Africa

Riferimento artistaCongolese, 1950–2001Data1989CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato44 1/2 × 70 7/8" (113 × 180 cm)

« Long Live Utex Africa » di Moké, datato 1989, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica huile sur toile e un formato di 44 1/2 × 70 7/8" (113 × 180 cm). In questo percorso, l’opera si unisce al capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 8 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Malangatana Valente Ngwenya, Cry for Freedom, 1973, Museum of Modern Art (MoMA), New York #9
Malangatana Valente Ngwenya

Grido per la libertà

Riferimento artistaMozambicano, 1936–2011Data1973CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato48 × 120 3/16" (121.9 × 305.3 cm)

« Cry for Freedom » di Malangatana Valente Ngwenya, datato 1973, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica huile sur hardpanneau e un formato di 48 × 120 3/16" (121.9 × 305.3 cm). In questo percorso, l’opera si unisce al capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 9 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Uche Okeke, Women Riot, 1965, Museum of Modern Art (MoMA), New York #10
Uche Okeke

Rivolta delle donne

Riferimento artistaNigeriana, 1933–2016Data1965CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato72 1/16 × 48 1/16" (183 × 122 cm)

« Women Riot » di Uche Okeke, datato 1965, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica huile sur panneau e un formato di 72 1/16 × 48 1/16" (183 × 122 cm). In questo percorso, l’opera si unisce al capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 10 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Alexander "Skunder" Boghossian, Ju-Ju's Wedding, 1964, Museum of Modern Art (MoMA), New York #11
Alexander "Skunder" Boghossian

Ju-Ju's Wedding

Riferimento artistaEtiope, 1937–2003Data1964CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato21 1/8 x 20" (53.6 x 50.7 cm)

« Ju-Ju's Wedding » di Alexander "Skunder" Boghossian, datato 1964, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica tempera and metallic paint on cut-and-torn cardpanneau e un formato di 21 1/8 x 20" (53.6 x 50.7 cm). In questo percorso, l’opera si unisce al capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 11 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Ibrahim El-Salahi, Alphabet No. 2, 1962 ; repris en 1968, The Metropolitan Museum of Art, New York #12
Ibrahim El-Salahi

Alphabet No. 2

Riferimento artistanato nel 1930Data1962; ripreso nel 1968CollezioneThe Metropolitan Museum of Art, New YorkFormato74,6 × 62,9 cm

« Alphabet No. 2 » di Ibrahim El-Salahi, datato 1962; ripreso nel 1968, appartiene al The Metropolitan Museum of Art, New York. La scheda indica olio su tela e un formato di 74,6 × 62,9 cm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una propria ricerca formale. Il numero 12 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del The Met, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: The Metropolitan Museum of Art, New York — diritti indicati nella scheda dell’opera Visita al museo →
Gazbia Sirry, The Kite, 1960, The Metropolitan Museum of Art, New York #13
Gazbia Sirry

The Kite

Riferimento artista1925–2021Data1960CollezioneThe Metropolitan Museum of Art, New YorkFormato95,9 × 51,4 cm

« The Kite » di Gazbia Sirry, datato 1960, appartiene al The Metropolitan Museum of Art, New York. La scheda indica olio su tela e un formato di 95,9 × 51,4 cm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una propria ricerca formale. Il numero 13 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del The Met, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: The Metropolitan Museum of Art, New York — diritti indicati nella scheda dell’opera Visita al museo →
Kamala Ibrahim Ishag, Drumming and Dancing, 1970, Museum of Modern Art (MoMA), New York #14
Kamala Ibrahim Ishag

Drumming and Dancing

Riferimento artistaSudanese, nata nel 1939Data1970CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato13 9/16 × 7 11/16" (34.4 × 19.5 cm)

« Drumming and Dancing » di Kamala Ibrahim Ishag, datato 1970, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica inchiostro e acrilico su litografia su carta e un formato di 13 9/16 × 7 11/16" (34.4 × 19.5 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una propria ricerca formale. Il numero 14 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Lynette Yiadom-Boakye, The Generosity, 2010, Tate, Londres #15
Lynette Yiadom-Boakye

The Generosity

Riferimento artistanata nel 1977Data2010CollezioneTate, LondraFormatosupporto: 1800 x 2000 mm

« The Generosity » di Lynette Yiadom-Boakye, datato 2010, appartiene alla Tate, Londra. La scheda indica pittura a olio su tela e un formato supporto: 1800 x 2000 mm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una propria ricerca formale. Il numero 15 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda della Tate, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Tate, Londra — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Michael Armitage, Necklacing, 2016, The Metropolitan Museum of Art, New York #16
Michael Armitage

Necklacing

Riferimento artistanato nel 1984Data2016CollezioneThe Metropolitan Museum of Art, New YorkFormato200 × 150,5 cm

« Necklacing » di Michael Armitage, datato 2016, appartiene al The Metropolitan Museum of Art, New York. La scheda indica olio su stoffa di corteccia lubugo e un formato di 200 × 150,5 cm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una propria ricerca formale. Il numero 16 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del The Met, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: The Metropolitan Museum of Art, New York — diritti indicati nella scheda dell’opera Visita al museo →
Wangechi Mutu, Yo Mama, 2003, Museum of Modern Art (MoMA), New York #17
Wangechi Mutu

Yo Mama

Riferimento artistaKeniota americana, nata nel 1972Data2003CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormatoDimensioni complessive: 59 1/8 x 85" (150.2 x 215.9 cm)

« Yo Mama » di Wangechi Mutu, datato 2003, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica inchiostro, scaglie di mica, acrilico, pellicola sensibile alla pressione, carta stampata tagliata e incollata e carta dipinta su carta e un formato complessivo: 59 1/8 x 85" (150.2 x 215.9 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una propria ricerca formale. Il numero 17 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Chéri Samba, Water Problem, 2004, Museum of Modern Art (MoMA), New York #18
Chéri Samba

Water Problem

Riferimento artistaCongolese, nato nel 1956Data2004CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato53 1/8 × 78 3/4" (135 × 200 cm)

« Water Problem » di Chéri Samba, datato 2004, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica acrilico su tela e un formato di 53 1/8 × 78 3/4" (135 × 200 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una propria ricerca formale. Il numero 18 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Sam Joseph Ntiro, Men Taking Banana Beer to Bride by Night, 1956, Museum of Modern Art (MoMA), New York #19
Sam Joseph Ntiro

Men Taking Banana Beer to Bride by Night

Riferimento artistaTanzaniano, 1923–1993Data1956CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato16 1/8 x 20" (40.9 x 50.8 cm)

« Men Taking Banana Beer to Bride by Night » di Sam Joseph Ntiro, datato 1956, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su tela e un formato di 16 1/8 x 20" (40.9 x 50.8 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una propria ricerca formale. Il numero 19 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Kingsley Sambo, After the Rain, Township, 1962, Museum of Modern Art (MoMA), New York #20
Kingsley Sambo

After the Rain, Township

Riferimento artistaZimbabwiano, nato in Rhodesia del Sud. 1933–1979Data1962CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato22 7/8 × 36 1/8" (58.1 × 91.8 cm)

« After the Rain, Township » di Kingsley Sambo, datato 1962, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio e matita su carta e un formato di 22 7/8 × 36 1/8" (58.1 × 91.8 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle icone che hanno spostato lo sguardo. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una propria ricerca formale. Il numero 20 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
II
Fondazioni moderne e indipendenze

I modernismi di Egitto, Sudan, Nigeria, Africa australe e Africa orientale inventano risposte locali a un secolo di rotture.

A. Neville Lewis, Charlie, a Little Gipsy Boy, exhibited 1923, Tate, Londres #21
A. Neville Lewis

Charlie, a Little Gipsy Boy

Riferimento artista1895–1972Dataesposto nel 1923CollezioneTate, LondraFormatosupporto: 356 x 254 mm

« Charlie, a Little Gipsy Boy » di A. Neville Lewis, datato esposto 1923, appartiene alla Tate, Londra. La scheda indica pittura a olio su tela e un formato supporto: 356 x 254 mm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una propria ricerca formale. Il numero 21 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda della Tate, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Tate, Londra — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Chris Ofili, The Upper Room, 1999–2002, Tate, Londres #22
Chris Ofili

The Upper Room

Riferimento artistanato nel 1968Data1999–2002CollezioneTate, LondraFormatociascun supporto: 1832 × 1228 mm; insieme: 2442 × 1830 mm

« The Upper Room » di Chris Ofili, datato 1999–2002, appartiene alla Tate, Londra. La scheda indica pittura a olio, pittura acrilica, glitter, grafite, penna, sterco d'elefante, resina poliestere e spilli su 13 tele e un formato per ciascun supporto: 1832 × 1228 mm; insieme: 2442 × 1830 mm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una propria ricerca formale. Il numero 22 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda della Tate, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Tate, Londra — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Edward Wolfe, Laugharne Castle, c.1937–8, Tate, Londres #23
Edward Wolfe

Laugharne Castle

Riferimento artista1897–1982Datac.1937–8CollezioneTate, LondraFormatosupport: 777 x 1124 mm

« Laugharne Castle » di Edward Wolfe, datato c.1937–8, appartiene alla Tate, Londra. La scheda indica pittura a olio su tela e un formato supporto: 777 x 1124 mm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una propria ricerca formale. Il numero 23 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda della Tate, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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John Latham, Man Caught Up with a Yellow Object, 1954, Tate, Londres #24
John Latham

Man Caught Up with a Yellow Object

Riferimento artista1921– 2006Data1954CollezioneTate, LondraFormatosupport: 1221 x 977 mm frame: 1345 x 1107 x 67 mm

« Man Caught Up with a Yellow Object » di John Latham, datato 1954, appartiene alla Tate, Londra. La scheda indica pittura a olio e commercial emulsion paint su hardpanneau e un formato di supporto: 1221 x 977 mm cornice: 1345 x 1107 x 67 mm. In questo percorso, l'opera si unisce al capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 24 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda della Tate, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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Hamed Abdalla, Les porteuses d'eau, 1956, The Metropolitan Museum of Art, New York #25
Hamed Abdalla

Les porteuses d'eau

Riferimento artista1917–1985Data1956CollezioneThe Metropolitan Museum of Art, New YorkFormato126 × 253 cm

« Les porteuses d'eau » di Hamed Abdalla, datato 1956, appartiene al Metropolitan Museum of Art, New York. La scheda indica acquarello opaco su carta giapponese montata su tela e un formato di 126 × 253 cm. In questo percorso, l'opera si unisce al capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 25 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del Met, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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Denis Bowen, Crystallised Landscape, 1958, Tate, Londres #26
Denis Bowen

Crystallised Landscape

Riferimento artista1921–2006Data1958CollezioneTate, LondraFormatosupport: 632 x 970 mm frame: 642 x 981 x 22 mm

« Crystallised Landscape » di Denis Bowen, datato 1958, appartiene alla Tate, Londra. La scheda indica pittura alchidica su tela e un formato di supporto: 632 x 970 mm cornice: 642 x 981 x 22 mm. In questo percorso, l'opera si unisce al capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 26 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda della Tate, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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Gazbia Sirry, Fortune Teller, 1959, Museum of Modern Art (MoMA), New York #27
Gazbia Sirry

Fortune Teller

Riferimento artistaEgiziana, 1925–2021Data1959CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato34 5/8 × 20 1/2" (88 × 52 cm)

« Fortune Teller » di Gazbia Sirry, datato 1959, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su tela e un formato di 34 5/8 × 20 1/2" (88 × 52 cm). In questo percorso, l'opera si unisce al capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 27 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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John Latham, Belief System, 1959, Tate, Londres #28
John Latham

Belief System

Riferimento artista1921– 2006Data1959CollezioneTate, LondraFormatodisplayed: 1225 x 965 x 280 mm

« Belief System » di John Latham, datato 1959, appartiene alla Tate, Londra. La scheda indica libri, gesso, metallo, lampadina e vernice su tela su pannello e un formato di espositivo: 1225 x 965 x 280 mm. In questo percorso, l'opera si unisce al capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 28 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda della Tate, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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John Latham, Observer IV, 1960, Tate, Londres #29
John Latham

Observer IV

Riferimento artista1921– 2006Data1960CollezioneTate, LondraFormatooggetto: 2440 x 1830 x 380 mm

« Observer IV » di John Latham, datato 1960, appartiene alla Tate, Londra. La scheda indica gesso, resina, libri, filo, metallo e vernice spray su tela e pannello e un formato di oggetto: 2440 x 1830 x 380 mm. In questo percorso, l'opera si unisce al capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 29 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda della Tate, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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John Latham, Full Stop, 1961, Tate, Londres #30
John Latham

Full Stop

Riferimento artista1921– 2006Data1961CollezioneTate, LondraFormatosupporto: 3015 x 2580 x 40 mm

« Full Stop » di John Latham, datato 1961, appartiene alla Tate, Londra. La scheda indica pittura acrilica su tela e un formato di supporto: 3015 x 2580 x 40 mm. In questo percorso, l'opera si unisce al capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 30 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda della Tate, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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Joseph Ndandarika, Bushmen Running from the Rain, 1962, Museum of Modern Art (MoMA), New York #31
Joseph Ndandarika

Bushmen Running from the Rain

Riferimento artistaZimbabwese poi Rhodesia Meridionale, 1944–1991Data1962CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato48 1/4 x 48" (122.5 x 121.9 cm)

« Bushmen Running from the Rain » di Joseph Ndandarika, datato 1962, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su pannello e un formato di 48 1/4 x 48" (122.5 x 121.9 cm). In questo percorso, l'opera si unisce al capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 31 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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Thomas Mukarobgwa, Dying People in the Bush, 1962, Museum of Modern Art (MoMA), New York #32
Thomas Mukarobgwa

Dying People in the Bush

Riferimento artistaZimbabwese, nato in Rhodesia del Sud. 1924–1999Data1962CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato23 1/4 x 36 1/4" (59.0 x 91.9 cm)

« Dying People in the Bush » di Thomas Mukarobgwa, datato 1962, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su pannello e un formato di 23 1/4 x 36 1/4" (59.0 x 91.9 cm). In questo percorso, l'opera si unisce al capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 32 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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Thomas Mukarobgwa, River Coming in the Middle of the Bush, 1962, Museum of Modern Art (MoMA), New York #33
Thomas Mukarobgwa

River Coming in the Middle of the Bush

Riferimento artistaZimbabwese, nato in Rhodesia del Sud. 1924–1999Data1962CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato23 3/8 x 36 1/8" (59.3 x 91.7 cm)

« River Coming in the Middle of the Bush » di Thomas Mukarobgwa, datato 1962, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su cardpanneau su composition panneau e un formato di 23 3/8 x 36 1/8" (59.3 x 91.7 cm). In questo percorso, l'opera si unisce al capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 33 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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Thomas Mukarobgwa, Very Important Bush, 1962, Museum of Modern Art (MoMA), New York #34
Thomas Mukarobgwa

Very Important Bush

Riferimento artistaZimbabwese, nato in Rhodesia del Sud. 1924–1999Data1962CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato23 1/2 x 36 1/4" (59.6 x 92.1 cm)

« Very Important Bush » di Thomas Mukarobgwa, datato 1962, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su cardpanneau su composition panneau e un formato di 23 1/2 x 36 1/4" (59.6 x 92.1 cm). In questo percorso, l'opera si unisce al capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 34 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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Thomas Mukarobgwa, View You See in the Middle of a Tree, 1962, Museum of Modern Art (MoMA), New York #35
Thomas Mukarobgwa

View You See in the Middle of a Tree

Riferimento artistaZimbabwese, nato in Rhodesia del Sud. 1924–1999Data1962CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato23 7/8 x 23 7/8" (60.4 x 60.4 cm)

« View You See in the Middle of a Tree » di Thomas Mukarobgwa, datato 1962, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su pannello e un formato di 23 7/8 x 23 7/8" (60.4 x 60.4 cm). In questo percorso, l'opera si unisce al capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 35 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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Ahmed Yacoubi, King Solomon's Ring, 1963, Museum of Modern Art (MoMA), New York #36
Ahmed Yacoubi

King Solomon's Ring

Riferimento artistaMarocchino e americano, 1928–1985Data1963CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato28 3/4 x 23 1/2" (73 x 59.6 cm)

« King Solomon's Ring » di Ahmed Yacoubi, datato 1963, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su tela e un formato di 28 3/4 x 23 1/2" (73 x 59,6 cm). In questo percorso, l’opera rientra nel capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 36 propone una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Lubaina Himid, Ankledeep, 1991, Tate, Londres #37
Lubaina Himid

Ankledeep

Riferimento artistanata nel 1954Data1991CollezioneTate, LondraFormatosupport : 1524 × 1219 mm

« Ankledeep » di Lubaina Himid, datato 1991, appartiene alla Tate, Londra. La scheda indica pittura acrilica su tela e un formato di supporto: 1524 × 1219 mm. In questo percorso, l’opera rientra nel capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 37 propone una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda della Tate, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Uche Okeke, Oyoyo, 1965, Museum of Modern Art (MoMA), New York #38
Uche Okeke

Oyoyo

Riferimento artistaNigeriana, 1933–2016Data1965CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato72 × 48" (182.9 × 121.9 cm)

« Oyoyo » di Uche Okeke, datato 1965, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su pannello e un formato di 72 × 48" (182,9 × 121,9 cm). In questo percorso, l’opera rientra nel capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 38 propone una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Ibrahim El-Salahi, Untitled, 1967, Tate, Londres #39
Ibrahim El-Salahi

Untitled

Riferimento artistanato nel 1930Data1967CollezioneTate, LondraFormatosupporto: 448 x 762 mm

« Untitled » di Ibrahim El-Salahi, datato 1967, appartiene alla Tate, Londra. La scheda indica pittura a olio e smalto su pannello duro e un formato di supporto: 448 x 762 mm. In questo percorso, l’opera rientra nel capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 39 propone una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda della Tate, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Tate, Londra — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Ibrahim El-Salahi, No Shade but His Shade, 1968, Museum of Modern Art (MoMA), New York #40
Ibrahim El-Salahi

No Shade but His Shade

Riferimento artistaSudanese, nato nel 1930Data1968CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato37 3/8 × 37 3/8 × 2 3/4" (95 × 95 × 7 cm)

« No Shade but His Shade » di Ibrahim El-Salahi, datato 1968, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio e smalto su tela e un formato di 37 3/8 × 37 3/8 × 2 3/4" (95 × 95 × 7 cm). In questo percorso, l’opera rientra nel capitolo dedicato alle fondazioni moderne e alle indipendenze. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 40 propone una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
III
Città, racconti e poteri

Kinshasa, Lagos, Khartoum e Johannesburg diventano scenari in cui la storia politica incontra la vita quotidiana.

Kamala Ibrahim Ishag, Untitled from Figures and Spirits, c. 1970, Museum of Modern Art (MoMA), New York #41
Kamala Ibrahim Ishag

Senza titolo da Figures and Spirits

Riferimento artistaSudanese, nata nel 1939Datac. 1970CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato5 1/2 × 7 7/8" (14 × 20 cm)

« Untitled from Figures and Spirits » di Kamala Ibrahim Ishag, datato c. 1970, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica inchiostro e gouache su carta e un formato di 5 1/2 × 7 7/8" (14 × 20 cm). In questo percorso, l’opera rientra nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 41 propone una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Douglas Portway, White Screen, 1970–1, Tate, Londres #42
Douglas Portway

White Screen

Riferimento artista1922–1993Data1970–1CollezioneTate, LondraFormatosupport: 1016 x 1270 mm frame: 1032 x 1288 x 26 mm

« White Screen » di Douglas Portway, datato 1970–1, appartiene alla Tate, Londra. La scheda indica pittura a olio su tela e un formato di supporto: 1016 x 1270 mm, cornice: 1032 x 1288 x 26 mm. In questo percorso, l’opera rientra nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 42 propone una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda della Tate, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Tate, Londra — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Ahmed Morsi, Walking the Bird I, 1971, Museum of Modern Art (MoMA), New York #43
Ahmed Morsi

Walking the Bird I

Riferimento artistanato in Egitto nel 1930; vive e lavora a New YorkData1971CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato37 1/2 × 41 3/4" (95.3 × 106 cm)

« Walking the Bird I » di Ahmed Morsi, datato 1971, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su tela e un formato di 37 1/2 × 41 3/4" (95,3 × 106 cm). In questo percorso, l’opera rientra nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 43 propone una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Kamala Ibrahim Ishag, Father and Daughter from Figures and Spirits, 1972, Museum of Modern Art (MoMA), New York #44
Kamala Ibrahim Ishag

Father and Daughter from Figures and Spirits

Riferimento artistaSudanese, nata nel 1939Data1972CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato5 1/2 × 7 7/8" (14 × 20 cm)

« Father and Daughter from Figures and Spirits » di Kamala Ibrahim Ishag, datato 1972, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica inchiostro e gouache su carta e un formato di 5 1/2 × 7 7/8" (14 × 20 cm). In questo percorso, l’opera rientra nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 44 propone una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Kamala Ibrahim Ishag, Figure and Spirit from Figures and Spirits, 1972, Museum of Modern Art (MoMA), New York #45
Kamala Ibrahim Ishag

Figure and Spirit from Figures and Spirits

Riferimento artistaSudanese, nata nel 1939Data1972CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato7 7/8 × 5 1/2" (20 × 14 cm)

« Figure and Spirit from Figures and Spirits » di Kamala Ibrahim Ishag, datato 1972, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica inchiostro e gouache su carta e un formato di 7 7/8 × 5 1/2" (20 × 14 cm). In questo percorso, l’opera rientra nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 45 propone una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Kamala Ibrahim Ishag, Friends from Figures and Spirits, 1972, Museum of Modern Art (MoMA), New York #46
Kamala Ibrahim Ishag

Friends from Figures and Spirits

Riferimento artistaSudanese, nata nel 1939Data1972CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato7 7/8 × 5 1/2" (20 × 14 cm)

« Friends from Figures and Spirits » di Kamala Ibrahim Ishag, datato 1972, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica inchiostro e gouache su carta e un formato di 7 7/8 × 5 1/2" (20 × 14 cm). In questo percorso, l’opera rientra nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 46 propone una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Lubaina Himid, Carpet, 1992, Tate, Londres #47
Lubaina Himid

Carpet

Riferimento artistanata nel 1954Data1992CollezioneTate, LondraFormatosupporto: 1219 × 1524 mm

« Carpet » di Lubaina Himid, datato 1992, appartiene alla Tate, Londra. La scheda indica pittura acrilica su tela e un formato di supporto: 1219 × 1524 mm. In questo percorso, l’opera rientra nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 47 propone una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda della Tate, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Kamala Ibrahim Ishag, Untitled, 1980/1990, Museum of Modern Art (MoMA), New York #48
Kamala Ibrahim Ishag

Untitled

Riferimento artistaSudanese, nata nel 1939Data1980/1990CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato70 7/8 × 69 11/16" (180 × 177 cm)

« Untitled » di Kamala Ibrahim Ishag, datato 1980/1990, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su tela e un formato di 70 7/8 × 69 11/16" (180 × 177 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a un semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 48 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Moké, Kinshasa at Noon, 1980, Museum of Modern Art (MoMA), New York #49
Moké

Kinshasa at Noon

Riferimento artistaCongolese, 1950–2001Data1980CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato45 1/4 × 72 7/16" (115 × 184 cm)

« Kinshasa at Noon » di Moké, datato 1980, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica acrilico su tela e un formato di 45 1/4 × 72 7/16" (115 × 184 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a un semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 49 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Sonia Boyce, Missionary Position II, 1985, Tate, Londres #50
Sonia Boyce

Missionary Position II

Riferimento artistanata nel 1962Data1985CollezioneTate, LondraFormatosupport: 1238 x 1830 mm

« Missionary Position II » di Sonia Boyce, datato 1985, appartiene a Tate, Londra. La scheda indica acquerello, pastello e matita su carta e un formato di supporto: 1238 x 1830 mm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a un semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 50 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda di Tate, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Sonia Boyce, From Tarzan to Rambo: English Born ‘Native’ Considers her Relationship to the Constructed/Self Image and her Roots in Reconstruction, 1987, Tate, Londres #51
Sonia Boyce

Da Tarzan a Rambo: una ‘nativa’ nata in Inghilterra riflette sul suo rapporto con l’immagine costruita/autopercezione e le sue radici nella Ricostruzione

Riferimento artistanata nel 1962Data1987CollezioneTate, LondraFormatosupport: 1240 x 3590 mm

« From Tarzan to Rambo: English Born ‘Native’ Considers her Relationship to the Constructed/Self Image and her Roots in Reconstruction » de Sonia Boyce, daté 1987, appartient à Tate, Londres. La notice indique photographs, black and white, on papier, photocopies on papier, peinture acrylique , ballpoint pen, crayon and felt-tip pen et un format de support: 1240 x 3590 mm. Dans ce parcours, l’œuvre rejoint le chapitre consacré à les villes, les récits et les pouvoirs. Elle montre que la peinture africaine moderne et contemporaine ne se résume ni à un style continental unique, ni à une simple adaptation des avant-gardes européennes : chaque artiste articule des histoires locales, des circulations internationales, des mémoires politiques et une recherche formelle propre. Le numéro 51 organise une lecture critique en cinq séquences; il ne transforme pas les œuvres en compétition. L’image affichée et le bouton renvoient à la notice de Tate, afin de vérifier le titre, la date, la technique, le format et le crédit.

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Wangechi Mutu, You were always on my mind, 2007, Tate, Londres #52
Wangechi Mutu

You were always on my mind

Riferimento artistaborn 1972Data2007CollezioneTate, LondraFormatosupporto: 1300 × 825 mm

« You were always on my mind » di Wangechi Mutu, datato 2007, appartiene a Tate, Londra. La scheda indica inchiostro, pittura acrilica, pittura, particelle cristalline, perle di plastica e carta su melinex e un formato di supporto: 1300 × 825 mm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a un semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 52 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda di Tate, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Lubaina Himid, Between the Two my Heart is Balanced, 1991, Tate, Londres #53
Lubaina Himid

Between the Two my Heart is Balanced

Riferimento artistanata nel 1954Data1991CollezioneTate, LondraFormatosupporto: 1218 x 1524 x 27 mm

« Between the Two my Heart is Balanced » di Lubaina Himid, datato 1991, appartiene a Tate, Londra. La scheda indica pittura acrilica su tela e un formato di supporto: 1218 x 1524 x 27 mm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a un semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 53 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda di Tate, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Chris Ofili, Double Captain Shit and the Legend of the Black Stars, 1997, Tate, Londres #54
Chris Ofili

Double Captain Shit and the Legend of the Black Stars

Riferimento artistanato nel 1968Data1997CollezioneTate, LondraFormatosupporto: 2440 x 1830 mm

« Double Captain Shit and the Legend of the Black Stars » di Chris Ofili, datato 1997, appartiene a Tate, Londra. La scheda indica olio, pittura acrilica, carta stampata, glitter, puntine da mappa, resina poliestere e sterco di elefante su tela e un formato di supporto: 2440 x 1830 mm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a un semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 54 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda di Tate, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Marlene Dumas, Ivory Black, 1997, Tate, Londres #55
Marlene Dumas

Ivory Black

Riferimento artistaborn 1953Data1997CollezioneTate, LondraFormatosupporto: 2004 x 1002 x 27 mm

« Ivory Black » di Marlene Dumas, datato 1997, appartiene a Tate, Londra. La scheda indica olio su tela e un formato di supporto: 2004 x 1002 x 27 mm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a un semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 55 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda di Tate, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Marlene Dumas, Lead White, 1997, Tate, Londres #56
Marlene Dumas

Lead White

Riferimento artistaborn 1953Data1997CollezioneTate, LondraFormatosupporto: 2004 x 1002 x 27 mm

« Lead White » di Marlene Dumas, datato 1997, appartiene a Tate, Londra. La scheda indica olio e pastello a olio su tela e un formato di supporto: 2004 x 1002 x 27 mm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a un semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 56 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda di Tate, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Chéri Samba, Hope Keeps You Going #2, 1997, Museum of Modern Art (MoMA), New York #57
Chéri Samba

Hope Keeps You Going #2

Riferimento artistaCongolese, nato nel 1956Data1997CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato51 3/16 × 76 3/8" (130 × 194 cm)

« Hope Keeps You Going #2 » di Chéri Samba, datato 1997, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica acrilico, paillettes, fotografie e colla su tela e un formato di 51 3/16 × 76 3/8" (130 × 194 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a un semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 57 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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William Kentridge, Drawing from Stereoscope, (1998-99), Museum of Modern Art (MoMA), New York #58
William Kentridge

Drawing from Stereoscope

Riferimento artistaSudafricano, nato nel 1955Data(1998-99)CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato47 1/4 x 63" (120 x 160 cm)

« Drawing from Stereoscope » di William Kentridge, datato (1998-99), appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica carbone, pastello e matita colorata su carta e un formato di 47 1/4 x 63" (120 x 160 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a un semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 58 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Chris Ofili, Prince amongst Thieves, 1999, Museum of Modern Art (MoMA), New York #59
Chris Ofili

Prince amongst Thieves

Riferimento artistaBritannico, nato nel 1968Data1999CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato8 x 6' (243.8 x 182.9 cm)

« Prince amongst Thieves » di Chris Ofili, datato 1999, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio, collage di carta, glitter, resina poliestere, puntine da mappa e sterco di elefante su tela e un formato di 8 x 6' (243.8 x 182.9 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle città, ai racconti e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a un semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 59 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Yinka Shonibare, 100 Years, 2000, Museum of Modern Art (MoMA), New York #60
Yinka Shonibare

100 Years

Riferimento artistaBritannico-nigeriano, nato nel 1962Data2000CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormatoEach 11 3/4 × 11 3/4 × 2 1/4" (29.8 × 29.8 × 5.7 cm), overall 98 × 335" (248.9 × 850.9 cm)

« 100 Years » di Yinka Shonibare, datato 2000, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica emulsion, acrylic on dutch wax printed cotton textile, painted wall e un formato di Each 11 3/4 × 11 3/4 × 2 1/4" (29.8 × 29.8 × 5.7 cm), overall 98 × 335" (248.9 × 850.9 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle città, alle narrazioni e ai poteri. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 60 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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IV
Diaspore e identità ricomposte

Esili, atelier europei e circolazioni transatlantiche spostano la questione dell'appartenenza senza dissolvere gli ancoraggi africani.

Moshekwa Langa, Suburban Metro Lines, 2000, Museum of Modern Art (MoMA), New York #61
Moshekwa Langa

Suburban Metro Lines

Riferimento artistaSudafricano, nato nel 1975Data2000CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato62 1/2 x 68 5/8" (158.8 x 174.3 cm) (ciascuno)

« Suburban Metro Lines » di Moshekwa Langa, datato 2000, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica pencil and gouache su carta stampata tagliata e incollata con nastro autoadesivo su sacchetti di plastica e un formato di 62 1/2 x 68 5/8" (158.8 x 174.3 cm) (ciascuno). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Essa mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 61 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda di MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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Thilo Heinzmann, Untitled, 2000, Tate, Londres #62
Thilo Heinzmann

Untitled

Riferimento artistanato nel 1969Data2000CollezioneTate, LondraFormatonon confermato: 2000 x 3000 mm

« Untitled » di Thilo Heinzmann, datato 2000, appartiene alla Tate, Londra. La scheda indica pigment, epoxy on styrofoam and plexiglass e un formato di unconfirmed: 2000 x 3000 mm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 62 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda della Tate, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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William Kentridge, Drawing from Zeno Writing, (2002), Museum of Modern Art (MoMA), New York #63
William Kentridge

Drawing from Zeno Writing

Riferimento artistaSudafricano, nato nel 1955Data(2002)CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato22 3/8 x 30" (56.8 x 76.2 cm)

« Drawing from Zeno Writing » di William Kentridge, datato (2002), appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica charcoal, colored pencil, and pastel on papier e un formato di 22 3/8 x 30" (56.8 x 76.2 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 63 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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Hurvin Anderson, Postcard, 2002, Museum of Modern Art (MoMA), New York #64
Hurvin Anderson

Cartolina

Riferimento artistaBritannico, nato nel 1965Data2002CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato8 1/4 x 11 1/2" (21 x 29.2 cm)

« Postcard » di Hurvin Anderson, datato 2002, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica peinture polymère synthétique on papier e un formato di 8 1/4 x 11 1/2" (21 x 29.2 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 64 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Ghariokwu Lemi, Anoda Sistem, 2002, Museum of Modern Art (MoMA), New York #65
Ghariokwu Lemi

Anoda Sistem

Riferimento artistaNigeriano, nato nel 1955Data2002CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato11 1/8 x 11" (28.3 x 27.9 cm)

« Anoda Sistem » di Ghariokwu Lemi, datato 2002, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica gouache, ink, and pastel on printed papier e un formato di 11 1/8 x 11" (28.3 x 27.9 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 65 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Karel Nel, Initiatory Site, 2002, The Metropolitan Museum of Art, New York #66
Karel Nel

Initiatory Site

Riferimento artistanato nel 1955Data2002CollezioneThe Metropolitan Museum of Art, New YorkFormato104,8 × 225,1 cm

« Initiatory Site » di Karel Nel, datato 2002, appartiene al The Metropolitan Museum of Art, New York. La scheda indica terre pigmentée et colle sur panneaux de fibres e un formato di 104,8 × 225,1 cm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 66 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del The Met, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: The Metropolitan Museum of Art, New York — diritti indicati nella scheda dell’opera Visita al museo →
Chris Ofili, Untitled, 2003, Museum of Modern Art (MoMA), New York #67
Chris Ofili

Untitled

Riferimento artistaBritannico, nato nel 1968Data2003CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato12 1/4 x 9 3/8" (31.1 x 23.8 cm)

« Untitled » di Chris Ofili, datato 2003, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica gouache, gold leaf, and pastel on papier e un formato di 12 1/4 x 9 3/8" (31.1 x 23.8 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 67 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Hurvin Anderson, Imperial II (Study), 2003, Museum of Modern Art (MoMA), New York #68
Hurvin Anderson

Imperial II (Study)

Riferimento artistaBritannico, nato nel 1965Data2003CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato11 3/4 x 19 1/2" (29.8 x 49.5 cm)

« Imperial II (Study) » di Hurvin Anderson, datato 2003, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica peinture polymère synthétique on papier e un formato di 11 3/4 x 19 1/2" (29.8 x 49.5 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 68 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Hurvin Anderson, Maracas IV (Study), 2003, Museum of Modern Art (MoMA), New York #69
Hurvin Anderson

Maracas IV (Study)

Riferimento artistaBritannico, nato nel 1965Data2003CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato11 3/4 x 19 1/2" (29.8 x 49.5 cm)

« Maracas IV (Study) » di Hurvin Anderson, datato 2003, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica peinture polymère synthétique on papier e un formato di 11 3/4 x 19 1/2" (29.8 x 49.5 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 69 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Julie Mehretu, Untitled, 2004, Museum of Modern Art (MoMA), New York #70
Julie Mehretu

Untitled

Riferimento artistaAmericana, nata in Etiopia nel 1970Data2004CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato26 1/4 x 40 1/4" (66.7 x 102.2 cm)

« Untitled » di Julie Mehretu, datato 2004, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica pencil, aquarelle, and ink on papier e un formato di 26 1/4 x 40 1/4" (66.7 x 102.2 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 70 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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Marlene Dumas, Lucy, 2004, Tate, Londres #71
Marlene Dumas

Lucy

Riferimento artistaborn 1953Data2004CollezioneTate, LondraFormatosupporto: 1103 x 1303 x 24 mm

« Lucy » di Marlene Dumas, datato 2004, appartiene alla Tate, Londra. La scheda indica peinture à l’huile on toile e un formato di support: 1103 x 1303 x 24 mm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 71 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda della Tate, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Tate, Londra — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Marlene Dumas, Stern, 2004, Tate, Londres #72
Marlene Dumas

Stern

Riferimento artistaborn 1953Data2004CollezioneTate, LondraFormatosupporto: 1101 x 1302 x 24 mm

« Stern » di Marlene Dumas, datato 2004, appartiene a Tate, Londra. La scheda indica olio su tela e un formato di supporto: 1101 x 1302 x 24 mm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 72 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in una competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda di Tate, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Tate, Londra — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Wangechi Mutu, One Hundred Lavish Months of Bushwhack, 2004, Museum of Modern Art (MoMA), New York #73
Wangechi Mutu

One Hundred Lavish Months of Bushwhack

Riferimento artistaKeniota americana, nata nel 1972Data2004CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato68 1/2 x 42" (174 x 106.7 cm)

« One Hundred Lavish Months of Bushwhack » di Wangechi Mutu, datato 2004, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica carta stampata tagliata e incollata con acquerello, vernice spray e adesivi sensibili alla pressione su carta trasparentizzata e un formato di 68 1/2 x 42" (174 x 106,7 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 73 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in una competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Hurvin Anderson, Imperial IV, 2004, Museum of Modern Art (MoMA), New York #74
Hurvin Anderson

Imperial IV

Riferimento artistaBritannico, nato nel 1965Data2004CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato13 3/4 x 19 3/4" (34.9 x 50.2 cm)

« Imperial IV » di Hurvin Anderson, datato 2004, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica pittura polimerica sintetica su carta e un formato di 13 3/4 x 19 3/4" (34,9 x 50,2 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 74 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in una competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Hurvin Anderson, Northern Range I, (2004), Museum of Modern Art (MoMA), New York #75
Hurvin Anderson

Northern Range I

Riferimento artistaBritannico, nato nel 1965Data(2004)CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato13 3/4 x 16 1/4" (34.9 x 41.3 cm)

« Northern Range I » di Hurvin Anderson, datato (2004), appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica pittura polimerica sintetica su carta e un formato di 13 3/4 x 16 1/4" (34,9 x 41,3 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 75 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in una competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Hurvin Anderson, Northern Range II, 2004, Museum of Modern Art (MoMA), New York #76
Hurvin Anderson

Northern Range II

Riferimento artistaBritannico, nato nel 1965Data2004CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato13 3/4 x 19 3/4" (34.9 x 50.2 cm)

« Northern Range II » di Hurvin Anderson, datato 2004, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica pittura polimerica sintetica su carta e un formato di 13 3/4 x 19 3/4" (34,9 x 50,2 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 76 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in una competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Marlene Dumas, Jen, 2005, Museum of Modern Art (MoMA), New York #77
Marlene Dumas

Jen

Riferimento artistaSudafricana, nata nel 1953Data2005CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato43 3/8 x 51 1/4" (110.2 x 130.2 cm)

« Jen » di Marlene Dumas, datato 2005, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su tela e un formato di 43 3/8 x 51 1/4" (110,2 x 130,2 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 77 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in una competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

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Chris Ofili, The Raising of Lazarus, 2007, Museum of Modern Art (MoMA), New York #78
Chris Ofili

The Raising of Lazarus

Riferimento artistaBritannico, nato nel 1968Data2007CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato109 3/4 × 79" (278.8 × 200.7 cm)

« The Raising of Lazarus » di Chris Ofili, datato 2007, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio e carboncino su tela e un formato di 109 3/4 × 79" (278,8 × 200,7 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 78 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in una competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Hurvin Anderson, Jersey, 2008, Tate, Londres #79
Hurvin Anderson

Jersey

Riferimento artistanato nel 1965Data2008CollezioneTate, LondraFormatosupporto: 2503 x 2083 mm

« Jersey » di Hurvin Anderson, datato 2008, appartiene a Tate, Londra. La scheda indica olio su tela e un formato di supporto: 2503 x 2083 mm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 79 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in una competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda di Tate, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Tate, Londra — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Marlene Dumas, Wall Wailing, 2009, Museum of Modern Art (MoMA), New York #80
Marlene Dumas

Wall Wailing

Riferimento artistaSudafricana, nata nel 1953Data2009CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato70 7/8 x 118 1/8" (180 x 300 cm)

« Wall Wailing » di Marlene Dumas, datato 2009, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su tela e un formato di 70 7/8 x 118 1/8" (180 x 300 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alle diaspore e alle identità ricomposte. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 80 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in una competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
V
Dipinger il presente

Ritratto, astrazione, collage e materiali non convenzionali danno al dipinto africano contemporaneo una pluralità senza formula comune.

Marlene Dumas, Child Waving, 2010, The Metropolitan Museum of Art, New York #81
Marlene Dumas

Child Waving

Riferimento artistanata nel 1953Data2010CollezioneThe Metropolitan Museum of Art, New YorkFormato199,7 × 100,3 cm

« Child Waving » di Marlene Dumas, datato 2010, appartiene al The Metropolitan Museum of Art, New York. La scheda indica olio e matita su tela e un formato di 199,7 × 100,3 cm. In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato ai dipinti del presente. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 81 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in una competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del The Met, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: The Metropolitan Museum of Art, New York — diritti indicati nella scheda dell’opera Visita al museo →
Lynette Yiadom-Boakye, Skylark, 2010, Museum of Modern Art (MoMA), New York #82
Lynette Yiadom-Boakye

Skylark

Riferimento artistaBritannica, nata nel 1977Data2010CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato42 7/8 × 27 9/16" (108.9 × 70.1 cm)

« Skylark » di Lynette Yiadom-Boakye, datato 2010, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su tela e un formato di 42 7/8 × 27 9/16" (108,9 × 70,1 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato ai dipinti del presente. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 82 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in una competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Wael Shawky, Cabaret Crusades, Drawing 50, 2010, Museum of Modern Art (MoMA), New York #83
Wael Shawky

Cabaret Crusades, Drawing 50

Riferimento artistaEgiziano, nato nel 1971Data2010CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato12 1/8 x 9" (30.8 x 22.9 cm)

« Cabaret Crusades, Drawing 50 » di Wael Shawky, datato 2010, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica inchiostro, matita e pigmento su carta e un formato di 12 1/8 x 9" (30,8 x 22,9 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato ai dipinti del presente. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 83 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in una competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Wael Shawky, Cabaret Crusades, Drawing 58, 2010, Museum of Modern Art (MoMA), New York #84
Wael Shawky

Cabaret Crusades, Drawing 58

Riferimento artistaEgiziano, nato nel 1971Data2010CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato16 1/2 x 11 3/4" (41.9 x 29.8 cm)

« Cabaret Crusades, Drawing 58 » di Wael Shawky, datato 2010, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica vernice polimerica sintetica su carta e un formato di 16 1/2 x 11 3/4" (41.9 x 29.8 cm). In questo percorso, l'opera si inserisce nel capitolo dedicato ai dipinti del presente. Essa mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 84 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Wael Shawky, Cabaret Crusades, Drawing 63, 2010, Museum of Modern Art (MoMA), New York #85
Wael Shawky

Cabaret Crusades, Drawing 63

Riferimento artistaEgiziano, nato nel 1971Data2010CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato16 1/2 x 11 3/4" (41.9 x 29.8 cm)

« Cabaret Crusades, Drawing 63 » di Wael Shawky, datato 2010, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica inchiostro, matita e pigmento su carta e un formato di 16 1/2 x 11 3/4" (41.9 x 29.8 cm). In questo percorso, l'opera si inserisce nel capitolo dedicato ai dipinti del presente. Essa mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 85 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Wael Shawky, Cabaret Crusades, Drawing 66, 2010, Museum of Modern Art (MoMA), New York #86
Wael Shawky

Cabaret Crusades, Drawing 66

Riferimento artistaEgiziano, nato nel 1971Data2010CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato16 1/2 x 11 3/4" (41.9 x 29.8 cm)

« Cabaret Crusades, Drawing 66 » di Wael Shawky, datato 2010, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica inchiostro, matita e pigmento su carta e un formato di 16 1/2 x 11 3/4" (41.9 x 29.8 cm). In questo percorso, l'opera si inserisce nel capitolo dedicato ai dipinti del presente. Essa mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 86 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Ouattara Watts, Vertigo #2, 2011, Museum of Modern Art (MoMA), New York #87
Ouattara Watts

Vertigo #2

Riferimento artistaAmerican, born Ivory Coast, 1957Data2011CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato118 1/4 × 165 1/2 × 3 3/4" (300.4 × 420.4 × 9.5 cm)

« Vertigo #2 » di Ouattara Watts, datato 2011, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica acrilico, polpa di carta, tessuti tagliati e incollati e pelliccia su tela e un formato di 118 1/4 × 165 1/2 × 3 3/4" (300.4 × 420.4 × 9.5 cm). In questo percorso, l'opera si inserisce nel capitolo dedicato ai dipinti del presente. Essa mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 87 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Anna Boghiguian, Untitled, 2011, Museum of Modern Art (MoMA), New York #88
Anna Boghiguian

Untitled

Riferimento artistaEgyptian, born 1946Data2011CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato16 1/2 × 11 5/8" (41.9 × 29.5 cm)

« Untitled » di Anna Boghiguian, datato 2011, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica gouache su carta e un formato di 16 1/2 × 11 5/8" (41.9 × 29.5 cm). In questo percorso, l'opera si inserisce nel capitolo dedicato ai dipinti del presente. Essa mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 88 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Lynette Yiadom-Boakye, 10pm Saturday, 2012, Tate, Londres #89
Lynette Yiadom-Boakye

10pm Saturday

Riferimento artistanata nel 1977Data2012CollezioneTate, LondraFormatosupporto: 2000 x 1300 mm

« 10pm Saturday » di Lynette Yiadom-Boakye, datato 2012, appartiene alla Tate, Londra. La scheda indica pittura a olio su tela e un formato di supporto: 2000 x 1300 mm. In questo percorso, l'opera si inserisce nel capitolo dedicato ai dipinti del presente. Essa mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 89 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda della Tate, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Tate, Londra — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Toyin Ojih Odutola, Maebel, 2012, Museum of Modern Art (MoMA), New York #90
Toyin Ojih Odutola

Maebel

Riferimento artistaAmericana, nata in Nigeria. 1985Data2012CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato9 × 12" (22.9 × 30.5 cm)

« Maebel » di Toyin Ojih Odutola, datato 2012, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica penna a sfera, pennarello e vernice su carta e un formato di 9 × 12" (22.9 × 30.5 cm). In questo percorso, l'opera si inserisce nel capitolo dedicato ai dipinti del presente. Essa mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 90 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Lynette Yiadom-Boakye, To the Last, 2013, Museum of Modern Art (MoMA), New York #91
Lynette Yiadom-Boakye

To the Last

Riferimento artistaBritannica, nata nel 1977Data2013CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato13 7/8 x 12" (35.2 x 30.5 cm)

« To the Last » di Lynette Yiadom-Boakye, datato 2013, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su tela e un formato di 13 7/8 x 12" (35.2 x 30.5 cm). In questo percorso, l'opera si inserisce nel capitolo dedicato ai dipinti del presente. Essa mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 91 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Lynette Yiadom-Boakye, Where It Had Been, 2013, Museum of Modern Art (MoMA), New York #92
Lynette Yiadom-Boakye

Dov'era stato

Riferimento artistaBritannica, nata nel 1977Data2013CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato13 7/8 x 12" (35.2 x 30.5 cm)

« Where It Had Been » di Lynette Yiadom-Boakye, datato 2013, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su tela e un formato di 13 7/8 x 12" (35.2 x 30.5 cm). In questo percorso, l'opera si inserisce nel capitolo dedicato ai dipinti del presente. Essa mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 92 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Julie Mehretu, Invisible Sun (algorithm 5, second letter form), 2014, Museum of Modern Art (MoMA), New York #93
Julie Mehretu

Sole invisibile (algoritmo 5, seconda forma di lettera)

Riferimento artistaAmericana, nata in Etiopia nel 1970Data2014CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato9' 11 3/8" x 13' 11" (303.2 x 424.2 cm)

« Invisible Sun (algorithm 5, second letter form) » di Julie Mehretu, datato 2014, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica inchiostro e acrilico su tela e un formato di 9' 11 3/8" x 13' 11" (303.2 x 424.2 cm). In questo percorso, l'opera si inserisce nel capitolo dedicato ai dipinti del presente. Essa mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 93 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Lynette Yiadom-Boakye, The Myriad Motives of Men, 2014, Museum of Modern Art (MoMA), New York #94
Lynette Yiadom-Boakye

I molteplici motivi degli uomini

Riferimento artistaBritannica, nata nel 1977Data2014CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato71 x 51 1/4" (180.3 x 130.2 cm)

« The Myriad Motives of Men » di Lynette Yiadom-Boakye, datato 2014, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su tela e un formato di 71 x 51 1/4" (180.3 x 130.2 cm). In questo percorso, l'opera si inserisce nel capitolo dedicato ai dipinti del presente. Essa mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 94 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Toyin Ojih Odutola, Evidence, 2014, Museum of Modern Art (MoMA), New York #95
Toyin Ojih Odutola

Prova

Riferimento artistaAmericana, nata in Nigeria. 1985Data2014CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato14 × 17" (35.6 × 43.2 cm)

« Evidence » di Toyin Ojih Odutola, datato 2014, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica pastello, carboncino e matita su carta e un formato di 14 × 17" (35.6 × 43.2 cm). In questo percorso, l'opera si inserisce nel capitolo dedicato ai dipinti del presente. Essa mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a una semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 95 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L'immagine mostrata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare titolo, data, tecnica, formato e credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Chris Ofili, Embah, 2017, Museum of Modern Art (MoMA), New York #96
Chris Ofili

Embah

Riferimento artistaBritannico, nato nel 1968Data2017CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato122 3/4 × 79" (311.8 × 200.7 cm)

« Embah » di Chris Ofili, datato 2017, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio e carboncino su tela e un formato di 122 3/4 × 79" (311,8 × 200,7 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alla pittura del presente. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a un semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 96 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

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Toyin Ojih Odutola, Projection Enclave, 2018, Museum of Modern Art (MoMA), New York #97
Toyin Ojih Odutola

Projection Enclave

Riferimento artistaAmericana, nata in Nigeria. 1985Data2018CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato71 1/4 × 42" (181 × 106.7 cm)

« Projection Enclave » di Toyin Ojih Odutola, datato 2018, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica pastello, carboncino e matita su carta e un formato di 71 1/4 × 42" (181 × 106,7 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alla pittura del presente. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a un semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 97 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Chris Ofili, Nymph Dive (Rainbow), 2019, Museum of Modern Art (MoMA), New York #98
Chris Ofili

Nymph Dive (Rainbow)

Riferimento artistaBritannico, nato nel 1968Data2019CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato15 1/2 × 10 1/4" (39.4 × 26 cm)

« Nymph Dive (Rainbow) » di Chris Ofili, datato 2019, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica acquerello, pastello a olio, foglia oro e carboncino su carta e un formato di 15 1/2 × 10 1/4" (39,4 × 26 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alla pittura del presente. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a un semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 98 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Michael Armitage, Head of Koitalel, 2021, Museum of Modern Art (MoMA), New York #99
Michael Armitage

Head of Koitalel

Riferimento artistaKeniota britannico, nato nel 1984Data2021CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato25 13/16 × 19 13/16" (65.6 × 50.3 cm)

« Head of Koitalel » di Michael Armitage, datato 2021, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su lubugo bark cloth e un formato di 25 13/16 × 19 13/16" (65,6 × 50,3 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alla pittura del presente. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a un semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 99 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →
Michael Armitage, Curfew (Likoni March 27 2020), 2022, Museum of Modern Art (MoMA), New York #100
Michael Armitage

Curfew (Likoni March 27 2020)

Riferimento artistaKeniota britannico, nato nel 1984Data2022CollezioneMuseum of Modern Art (MoMA), New YorkFormato8' 2 1/2" x 11' 5 7/8" (250 x 350 cm)

« Curfew (Likoni March 27 2020) » di Michael Armitage, datato 2022, appartiene al Museum of Modern Art (MoMA), New York. La scheda indica olio su lubugo bark cloth e un formato di 8' 2 1/2" x 11' 5 7/8" (250 x 350 cm). In questo percorso, l’opera si inserisce nel capitolo dedicato alla pittura del presente. Mostra che la pittura africana moderna e contemporanea non si riduce né a uno stile continentale unico, né a un semplice adattamento delle avanguardie europee: ogni artista articola storie locali, circolazioni internazionali, memorie politiche e una ricerca formale propria. Il numero 100 organizza una lettura critica in cinque sequenze; non trasforma le opere in competizione. L’immagine visualizzata e il pulsante rimandano alla scheda del MoMA, per verificare il titolo, la data, la tecnica, il formato e il credito.

Immagine e scheda: Museum of Modern Art (MoMA), New York — diritti indicati nella scheda dell'opera. Visita al museo →

Cosa rivela il percorso

Cento opere, tre evidenze da conservare

La pittura africana moderna e contemporanea non si racconta né come periferia dell'Europa, né come blocco omogeneo. Si costruisce in relazioni locali, panafricane e mondiali costantemente rinegoziate.

01

Le modernità sono plurali

Khartoum, Nsukka, Casablanca, Kinshasa o Johannesburg sviluppano vocabolari distinti e talvolta contraddittori.

02

Il quadro porta la storia

Indipendenze, apartheid, guerre, migrazioni e vita urbana attraversano le opere senza imporre un linguaggio unico.

03

La materia pensa

Tela, carta, corteccia, tessuto stampato, collage e pigmenti spostano i confini abituali della pittura.

Una cronologia panafricana

Cinque punti di riferimento per seguire le trasformazioni

1956Le indipendenze si avvicinano

Hamed Abdalla e altri modernisti legano scrittura, figura ed emancipazione politica.

1960Le scuole si strutturano

Khartoum, Nsukka, Oshogbo e Casablanca affermano programmi estetici adatti ai nuovi Stati.

1980La città diventa atelier

A Kinshasa, Moké e Chéri Samba fanno della pittura popolare uno strumento critico e narrativo.

1994Dopo l'apartheid

La scena sudafricana riconfigura il ritratto, la memoria, la rappresentazione e le istituzioni.

2000Una rete mondiale

Mehretu, Mutu, Ofili, Yiadom-Boakye e Armitage lavorano in circolazioni transnazionali senza abbandonare le storie situate.

La pittura africana in profondità

Perché parlare di modernità africane al plurale

La pittura africana moderna non nasce in un unico atelier né in una data unica. Al Cairo, a Khartoum, a Lagos, a Nsukka, a Oshogbo, a Casablanca, a Kinshasa o a Johannesburg, gli artisti compongono con scuole d'arte ereditate dalla colonizzazione, tradizioni visive locali, movimenti d'indipendenza e reti internazionali. Le somiglianze esistono, ma non formano mai uno stile continentale omogeneo.

Negli anni '50 e '60, Ibrahim El-Salahi, Uche Okeke, Gazbia Sirry, Hamed Abdalla, Alexander Skunder Boghossian, Sam Ntiro o Malangatana elaborano linguaggi distinti. Calligrafia, segni igbo, racconto popolare, figurazione politica e astrazione servono meno a illustrare un'identità che a costruirla attivamente in società in trasformazione.

A partire dagli anni '70, le città assumono un ruolo importante. Moké e Chéri Samba raccontano Kinshasa con una pittura popolare, leggibile e critica; Kamala Ibrahim Ishag esplora figure, spiriti e relazioni; William Kentridge, Marlene Dumas e altri artisti dell'Africa australe interrogano le immagini di potere, la memoria e la rappresentazione.

Le diaspore non costituiscono un capitolo esterno al continente. Uzo Egonu, Chris Ofili, Lubaina Himid, Lynette Yiadom-Boakye, Wangechi Mutu, Julie Mehretu o Toyin Ojih Odutola lavorano tra più luoghi, istituzioni e storie. Le loro opere mostrano che l'appartenenza può essere mobile senza diventare indeterminata.

Nel XXI secolo, Michael Armitage, Mehretu, Mutu, Ofili e i loro contemporanei rinnovano il quadro attraverso il supporto, il collage, la scala e la circolazione delle immagini. La classificazione inizia con venti icone, poi segue quattro sequenze storiche. I numeri organizzano lo sguardo; non pretendono di misurare un valore assoluto.

Quattro chiavi di lettura

Osservare i contesti senza rinchiudere le opere

Luogo, storia, circolazione e materia danno punti di riferimento solidi, a condizione di non trasformarli in etichette definitive.

Ubicazione

Identificare l'ancoraggio

Una città, una scuola o una collezione aiuta a comprendere il contesto preciso di produzione.

Storia

Leggere le tensioni

Gli eventi politici sono presenti, ma la loro traduzione pittorica rimane sempre una decisione formale.

Circolazione

Seguire le traiettorie

Studi, esili, residenze e mercati spostano gli artisti tra diverse scene.

Materiale

Osservare il supporto

Corteccia, carta, tessuto, tela e collage costruiscono significati diversi prima ancora del soggetto.

Domande frequenti

La pittura africana senza scorciatoie

I punti di riferimento essenziali per comprendere il perimetro, le scuole, le diaspore, le tecniche e il metodo di selezione.

Cosa significa qui “pittura africana”?

Il termine designa opere di artisti nati sul continente, cittadini di un paese africano o inseriti in una traiettoria diasporica direttamente legata a una storia artistica africana. Il corpus evita di ridurre questa pluralità a un’origine biologica o a uno stile presunto comune.

La classifica contiene solo dipinti?

Sì, in senso pittorico: olio, acrilico, tempera, gouache, acquerello, smalto e alcune tecniche miste in cui la pittura rimane centrale. Fotografie, sculture, video e semplici viste di mostre sono state escluse.

Perché più opere possono appartenere allo stesso artista?

Gli artisti principali sono rappresentati da più momenti della loro pratica, ma un tetto impedisce che un solo nome domini il corpus. Il risultato riunisce quaranta artisti e non supera mai otto opere per la stessa persona.

Come sono state classificate le opere?

Le prime venti formano un insieme di icone e punti di riferimento internazionali. Le quattro sequenze successive seguono le fondazioni moderne, i racconti urbani e politici, le diaspore, e poi le pratiche contemporanee. Il numero organizza questo percorso critico senza stabilire una classifica definitiva.

Perché utilizzare il MoMA, la Tate e il Metropolitan Museum?

Queste istituzioni forniscono schede individuali, immagini identificate, una tecnica, un formato e un credito. Incrociare tre collezioni riduce gli errori di corrispondenza tra un titolo e un'immagine e permette di controllare ogni pulsante.

I modernismi africani copiano le avanguardie europee?

No. Gli artisti conoscono spesso le avanguardie internazionali, ma le trasformano a contatto con lingue, segni, storie politiche, supporti e tradizioni propri dei loro contesti. I prestiti circolano in più direzioni.

Come sono state controllate le immagini?

Ogni URL dell'immagine è collegata alla scheda esatta dell'opera. I duplicati di immagini e schede sono vietati; i domini museali sono controllati; la resa pubblica viene poi verificata nel browser su computer e su mobile.

Il percorso termina, le modernità restano aperte

Cento dipinti, nessuna formula continentale unica

Da El-Salahi ad Armitage, la pittura africana moderna e contemporanea si costruisce nella pluralità di scuole, città, supporti e traiettorie. Il percorso riunisce quaranta artisti senza trasformare il continente in uno stile. Ogni scheda conserva infine il suo ancoraggio documentario: immagine, titolo, tecnica, formato, credito e link provengono da una scheda museale identificata.

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