Foreste di abeti
Un muro di tronchi scuri, quasi nessun cielo, e decine di verdi che fanno respirare l'ombra Con Tannenwald I e Tannenwald II, Klimt trasforma il vero sottobosco in un'architettura colorata.
Le “Foreste di abeti di” non formano una serie lungamente numerata, ma due vedute molto ravvicinate dipinte durante l'estate del 1901: Tannenwald I, oggi a Zugo, e Tannenwald II, in collezione privata.
Da non confondere: la parola tedesca Tannenwald viene spesso tradotto come "foresta di abeti" o "foresta di abeti", mentre gli alberi raffigurati sono generalmente descritti come conifere o abeti rossi Il soggetto essenziale rimane lo stesso: una cortina stretta di tronchi verticali.
Quattro decisioni che chiudono poi riaprono la foresta
A prima vista, lo spazio sembra bloccato, Klimt però organizza con attenzione gli spazi tra i tronchi, le variazioni di diametro e gli sfondamenti della luce La profondità non proviene da un percorso centrale: nasce dalle differenze di valore e densità.
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Il cielo soppresso
I tronchi attraversano quasi tutta la piazza e escono dal bordo superiore, senza un picco o un orizzonte nessuna vista panoramica permette la fuga.
Verticali ineguali
Gli alberi non formano una griglia regolare Gli intervalli si stringono, si aprono e si sovrappongono per creare un ritmo vivace.
La luce tra gli alberi
Le zone giallo-verdi e i piccoli tocchi chiari non sono semplici dettagli: delineano i corridoi d'aria che danno profondità alla parete verde.
Il terreno come soglia
In basso appare una striscia più calda e leggibile, stabilizza il dipinto, ma rimane troppo stretta per diventare un comodo percorso.
Un dipinto scuro, mai monocromatico
Klimt non costruisce ombra aggiungendo semplicemente il nero, sposta continuamente il colore: verde bluastro negli incavi, verde oliva nelle masse, verde giallo quando la luce passa attraverso gli aghi, rosso-marrone al bordo di certi tronchi Questa circolazione evita la planarità uniforme.
La luce non cade sulla foresta come un riflettore: si frammenta in piccoli respiri colorati.
I contrasti rimangono serrati È proprio questo che costringe l'occhio a rallentare, dopo pochi secondi spiccano passaggi prima confusi: una zona più fredda si allontana, avanza un tocco dorato, una silhouette marrone diventa un tronco.
Foresta di abeti I e II: stesso motivo, due tensioni
I due dipinti sono esposti insieme alla XIII Mostra della Secessione Viennese del 1902, non sono copie Klimt muove i tronchi, modifica le leggere scoperte e cambia la sensazione di densità.
Foresta di abeti I
Il centro appare leggermente più aperto Verdi chiari e terreno caldo guidano l'occhio tra tronchi distanziati senza formare un percorso esplicito La costruzione rimane compatta, ma l'aria circola.
Foresta di abeti II
La parete scura diventa più opprimente Le verticali chiare risaltano maggiormente e l'apertura sembra più distante L'occhio deve passare attraverso più schermi successivi.
Cinque vedute di foresta, 1901 -1904
Il Database Gustav Klimt elenca cinque "viste interne alla foresta" probabilmente legate ai dintorni del Bräuhof a Litzlberg, in poche estati, Klimt passò dal sottobosco verde scuro a superfici più chiare, più punteggiate e quasi tessili.
Faggeta II
Un tronco limpido e potente concentra lo sguardo Il bosco non è più solo un ammasso: ogni corteccia acquista la propria presenza.
Faggeta I
Il tappeto di foglie rosse diventa importante quasi quanto i tronchi I tocchi si moltiplicano e il colore caldo si alza nell'immagine.
Bosco betulla
La corteccia bianca illumina la cornice Il terreno rosso-arancio, saturo di foglie, trasforma la natura in un mosaico.
Intorno a Litzlberg, lontano dal Klimt dorato
Si dice che i dipinti siano stati dipinti nelle vicinanze del Bräuhof a Litzlberg, durante i soggiorni estivi di Klimt all'Attersee Non c'è donna mondana, né oro, né arabesco spettacolare: solo la disciplina di guardare una zona boschiva ordinaria.
Decisiva questa modestia del motivo Klimt non cerca un albero eccezionale Sceglie un tutto anonimo, poi organizza la ripetizione Il paesaggio diventa moderno perché l'inquadratura trasforma un banale frammento in una superficie autonoma.
Fotografia storica. Klimt è documentato sulle rive dell'Attersee con un mirino per avvistare L'immagine è di qualche anno più tardi rispetto a Foreste di abeti, ma aiuta a capire il suo gusto per la selezione ottica: isolare una porzione di paesaggio, riunire i piani ed eliminare ciò che disperde l'attenzione.
Come Klimt tiene una foresta in una piazza
Taglia le cime
Rimuovendo le cime degli alberi, Klimt evita il pittoresco e fa sentire che la foresta continua oltre la tela.
Ripetere senza allineare
Domina la verticalità, ma ogni intervallo cambia Questa irregolarità calcolata impedisce all'immagine di diventare decorazione geometrica.
Sovrapponi i verdi
Le tinte fredde si ritirano, i giallo-verdi avanzano La profondità è prodotta dal colore tanto quanto dalla sovrapposizione.
Frammentare la chiave
Piccole linee e macchie abbattono aghi, muschio e luce Da vicino, il disegno si annulla; da lontano, si ricompone.
Tre situazioni molto diverse
Foresta di abeti I · Zugo
L'opera appartiene alla Stiftung Sammlung Kamm ed è associata alla Kunsthaus Zug Come per ogni collezione, controlla l'impiccagione prima di passare specificamente al dipinto.
Scheda ufficialeFaggeta I · Dresda
Questa grande evoluzione del ciclo appartiene alla Staatliche Kunstsammlungen Dresden, Galerie Neue Meister Il museo si trova all'Albertinum; la presentazione può variare.
Preparare la visitaVersioni private a mano
Foresta di abeti II, Faggeta II e Bosco betulla sono in collezioni private Possono riapparire durante mostre o vendite, ma non costituiscono un viaggio permanente.
Vedi il fascicolo scientificoTrova la profondità della Foresta di Abeti I
La riproduzione dipinta a mano riprende il formato quasi quadrato e i passaggi essenziali del dipinto: verticali marroni, sottobosco verde nero, radure di olive e terreno riscaldato Il link sottostante porta al prodotto verificato.
Foresta di abeti I
Un'immagine densa ma tranquilla, adatta ad un interno dove si vuole una pianta profonda dominante piuttosto che un verde brillante, Il quadrato mantiene il ritmo equilibrato voluto da Klimt.
Vedi riproduzioneDomande frequenti
Quante foreste di abeti di Klimt ci sono?
Due dipinti portano questo titolo: Tannenwald I e Tannenwald II, entrambi datati 1901. appartengono a una serie più ampia di cinque vedute di foreste dipinte fino al 1904.
Dov'è la Foresta di Abeti I?
Appartiene alla Stiftung Sammlung Kamm ed è custodito in concomitanza con la Kunsthaus Zug, in Svizzera, la presentazione deve essere controllata prima della visita.
Dove si trova Fir Forest II?
La seconda versione è in collezione privata Non è quindi visibile in modo permanente in un museo.
Perché il dipinto sembra quasi astratto?
Il cielo viene eliminato, le cime vengono tagliate e tronchi ripetuti ricoprono la superficie Eppure sovrapposizioni e variazioni di colore mantengono una profondità reale.
Klimt ha usato l'oro in queste foreste?
No, l'effetto pregevole qui viene dalla modulazione di verdi, marroni e gialli, Le tavole precedono e accompagnano l'affermazione del suo periodo d'oro, ma seguono un'altra logica materiale.
Gli alberi sono davvero abeti?
Il titolo tedesco è Tannenwald. A seconda delle traslazioni e dell'identificazione botanica, si parla di abeti, conifere o abeti rossi, l'analisi artistica dipende principalmente dalla ripetizione dei tronchi e dalla densità del sottobosco.
Qual è la differenza con la Faggeta e la Birch Forest?
Le seguenti opere alleggeriscono la trama Le foglie rosse e la corteccia bianca assumono più importanza, mentre il pavimento diventa un tappeto di tocchi colorati.
Perché Klimt utilizza un formato quadrato?
Il quadrato riduce l'effetto panorama ed esalta l'autonomia della superficie Nessun asse domina naturalmente: Klimt può distribuire i tronchi come ritmo continuo.
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