Arles · 1888–1889 · Una serie, non un singolo dipinto
I Girasolidi Vincent van Gogh
Quindici fiori in un vaso, gialli quasi senza ombra e una materia così densa che ogni seme sembra trattenere il gesto del pittore. Dietro questa immagine familiare si cela una storia più ampia: sette tele di Arles, un progetto per accogliere Gauguin e il fragile sogno di uno studio d'artisti nel Sud.

La prima cosa da capire
"I Girasoli" è il nome di una famiglia di opere
Quando si parla deiGirasolidi Van Gogh, si pensa più spesso alla versione della National Gallery di Londra: quindici fiori in un vaso giallo, su uno sfondo quasi altrettanto giallo. Eppure Van Gogh non dipinse un'unica tela, ma una serie. Ad Arles realizzò quattro composizioni nell'agosto 1888, poi tre ripetizioni nel gennaio 1889.
La National Gallery conta dunque sette versioni arlesiane. Cinque sono oggi esposte nei musei: Londra, Amsterdam, Monaco, Filadelfia e Tokyo. Un'altra appartiene a una collezione privata e non è stata mostrata da diverse generazioni; la versione acquisita in Giappone nel 1921 fu distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale.
Questa serie di Arles va a sua volta distinta dai girasoli dipinti a Parigi nel 1887. In questi studi anteriori, i fiori sono tagliati e appoggiati su un tavolo, a volte appassiti o svuotati dei semi. Ad Arles, Van Gogh raddrizza il motivo: i girasoli entrano in un vaso, guadagnano uno sfondo colorato e diventano i pannelli di un progetto decorativo.
Capire i Girasoli significa passare da un'icona isolata a un insieme pensato come una decorazione — un ritmo di tele, di colori e di significati.
La Casa Gialla e lo Studio del Sud
Fiori preparati per l'arrivo di Gauguin
Nel 1888 Van Gogh vive ad Arles e sogna una comunità di artisti che lavorino insieme. I girasoli devono dare a questo futuro atelier un'identità visiva.

Un atelier nel Sud
Van Gogh immaginò Arles come il punto di partenza di un'associazione di artisti. Sperava che Gauguin lo raggiungesse e che altri pittori formassero attorno a loro un atelier solidale.
Dipingere prima che i fiori appassiscano
Nella sua lettera a Theo del 21 o 22 agosto 1888, Vincent spiega di lavorare dall'alba. I bouquet si deteriorano in fretta: ogni pannello va terminato «in un sol colpo».
Una stanza per Gauguin
Due grandi mazzi, quelli oggi a Monaco e Londra, sono destinati alla stanza dell'ospite. Il giallo deve accogliere, scaldare e fare della stanza un manifesto pittorico.
Un sogno ben presto infranto
Gauguin arriva il 23 ottobre. Dopo nove settimane di lavoro e tensioni, la loro convivenza si conclude a dicembre. I Girasoli conservano la luce del progetto prima del suo crollo.
Vedere la versione di Londra
Quindici fiori, quindici stati di presenza
Van Gogh dipinge meno un mazzo perfettamente disposto che un ciclo completo: nascita, fioritura, perdita dei petali e trasformazione in semi.

Un vaso molto semplice
Il recipiente è ridotto a due zone gialle separate da una linea. Ancora il bouquet senza competere con esso e porta la firma «Vincent» in blu.
Il cerchio dei fiori
I capolini formano una rete di dischi piuttosto che una piramide regolare. Alcuni guardano lo spettatore; altri si inclinano o si volgono di profilo.
La vita e il declino
Il bocciolo inferiore non è ancora aperto; altri fiori raggiano; i più pesanti hanno perduto i petali. Il mazzo contiene dunque più tempi insieme.
La linea del tavolo
Una semplice linea orizzontale separa la parete dalla superficie. Lo spazio rimane quasi piatto: tutta la profondità viene dalla sovrapposizione di steli, foglie e fiori.
L'impasto
I centri sono costruiti con tocchi spessi e ripetuti. La pittura non descrive solo i semi: ne imita fisicamente la densità.
La firma
Van Gogh firma con il suo nome di battesimo, come spesso fa. «Vincent» compare sul vaso e diventa un elemento colorato della composizione, non una menzione aggiunta in seguito.
Un dipinto quasi monocromo
Il giallo come luce, materia ed esperienza
Van Gogh impiega diversi gialli cromo, ocre e miscele chiare per variare una gamma volutamente ristretta.
«Una sinfonia in blu e giallo»
Nelle sue lettere dell'agosto 1888, Van Gogh immagina pannelli in cui i gialli esploderebbero su fondi che vanno dal verde Veronese pallido al blu reale. Paragona persino l'effetto cercato a quello delle vetrate gotiche. La serie non nasce dunque da un gusto spontaneo per un solo colore: deriva da un programma decorativo in cui i contrasti dovevano circolare da una tela all'altra.
La versione di Londra spinge particolarmente in là il «chiaro su chiaro». Sfondo, tavolo, vaso, petali e centri utilizzano gialli diversi. La distinzione non dipende più solo dalla tinta, ma dalla direzione della pennellata, dallo spessore, dall'opacità e dalle sottili linee blu o verdi.
Le versioni ancora visibili
Cinque musei, cinque mazzi
Le differenze nel numero di fiori, nello sfondo e nella pennellata non sono errori di copia. Rivelano come Van Gogh riprende un'idea e la fa evolvere.

National Gallery
Quindici fiori, sfondo giallo chiaro, una delle due grandi versioni previste per la camera di Gauguin.

Neue Pinakothek
Quattordici fiori su uno sfondo giallo-verde, altro grande pannello destinato alla Casa Gialla.

Van Gogh Museum
Una ripetizione del bouquet di Londra, con differenze di materia, colore e contorni.

Philadelphia Museum of Art
Una ripetizione legata al progetto decorativo che associava i bouquet a La Berceuse.

Sompo Museum of Art
Un'altra versione su sfondo giallo, oggi conservata in Giappone.
| Gruppo | Data | Collocazione attuale | Da ricordare |
|---|---|---|---|
| Prima versione | Agosto 1888 | Collezione privata | Tre grandi girasoli in un vaso verde, su sfondo chiaro. |
| Seconda versione | Agosto 1888 | Distrutta nel 1945 | Bouquet più ridotto su sfondo blu reale; opera scomparsa durante la guerra. |
| Monaco | Agosto 1888 | Neue Pinakothek | Grande bouquet di quattordici fiori, pensato per la Casa Gialla. |
| Londra | Agosto 1888 | National Gallery | Quindici fiori e celebre armonia di giallo su giallo. |
| Repertori | Gennaio 1889 | Amsterdam, Filadelfia, Tokyo | Tre versioni che Van Gogh considerava opere a sé stanti. |
Più di un mazzo felice
Amicizia, gratitudine, il ciclo della vita
I Girasoli sono spesso presentati come un semplice simbolo di gioia. Il colore, il sole provenzale e l'entusiasmo di Van Gogh durante l'attesa di Gauguin giustificano questa lettura. Ma il mazzo contiene anche fiori appassiti, spogliati dei loro petali e già trasformati in semi.
La National Gallery avvicina questo ciclo alla tradizione dellavanitasnella pittura floreale olandese: ogni fioritura porta in sé il passaggio del tempo. Il quadro non proclama dunque soltanto la vitalità. Mostra l'intera vita del girasole, dal bocciolo chiuso al capolino secco, e trasforma la fine in promessa di semi nuovi.
Il fiore assunse anche per Van Gogh un valore personale. Gauguin lo apprezzava; Vincent lo associa al proprio linguaggio e scrive nel gennaio 1889 di avere, «in qualche modo», il girasole come altri pittori hanno il loro fiore. Il motivo diventa firma, emblema di un pittore che cerca un colore immediatamente riconoscibile.
Infine, le ripetizioni del gennaio 1889 dovevano dialogare conLa Berceuse, ritratto di Augustine Roulin che tiene la corda di una culla. Collocata tra due mazzi, la figura materna sarebbe stata circondata da fiori capaci di evocare consolazione, gratitudine e continuità. I Girasoli non formano dunque mai un significato fisso: accoglienza per Gauguin, affermazione artistica, meditazione sul tempo e scenario protettivo possono coesistere.
La cronologia essenziale
Da Parigi all'icona mondiale
La celebrità attuale deriva da un soggetto ripreso, esposto, collezionato e diffuso molto dopo il soggiorno di Arles.
Dove vedere i Girasoli?
Una serie dispersa su tre continenti
Nessun museo possiede l'intera serie. Vedere più versioni permette di confrontare decisioni che le riproduzioni talvolta rendono invisibili.
Cinque destinazioni principali
La National Gallery di Londra conserva la versione del 1888 più riprodotta; la Neue Pinakothek di Monaco possiede l'altro grande bouquet del primo gruppo. Il Van Gogh Museum di Amsterdam, il Philadelphia Museum of Art e il Sompo Museum of Art di Tokyo conservano le ripetizioni del 1889.
Le esposizioni possono cambiare, soprattutto a causa di prestiti ed esposizioni. Nel 2026, la versione londinese è annunciata in prestito a Philadelphia per una mostra dedicata alla serie. Verificate sempre la pagina ufficiale del museo prima di un viaggio.
Appendere il sole senza saturare la stanza
Come esporre una riproduzione dei Girasoli
La tela possiede una palette densa e una presenza immediata. Funziona meglio come punto focale che come elemento aggiunto a una parete già molto carica.
| Parete chiara | Un bianco sporco, un lino o un beige caldo lascia splendere il giallo mantenendo un'atmosfera morbida. |
|---|---|
| Parete blu | Il blu petrolio, il blu grigio o il blu di Prussia creano il contrasto complementare immaginato da Van Gogh nelle sue lettere. |
| Parete verde | Un verde oliva o salvia richiama gli steli e bilancia i gialli senza rendere l'insieme troppo appariscente. |
| Cornice | Legno chiaro, rovere medio, blu profondo o cassetta americana nera. Una doratura brillante può competere con il dipinto. |
| Illuminazione | Una luce calda e laterale evidenzia le impastature; evitate un faretto frontale che appiattisce la materia con i riflessi. |
| Stanza | Sala da pranzo, soggiorno, ingresso o cucina aperta: ambienti coerenti con la vocazione decorativa del dipinto. |

Riproduzione a olio
I Girasoli — Vincent van Gogh
Ritrova la versione della National Gallery, il suo vaso giallo, i suoi quindici fiori e le sue pennellate dense ed espressive in un dipinto realizzato a mano.
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I Girasoli · Londra
La versione giallo su giallo di quindici fiori.
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Fonti verificate
Leggere i Girasoli con i musei e le lettere
Le date, il numero di versioni, i materiali e il progetto decorativo si basano sulla National Gallery e sull'edizione scientifica della corrispondenza di Van Gogh.
National Gallery
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Le ripetizioni del gennaio 1889 e la loro presentazione attorno alle versioni di La Berceuse.
Leggi la lettera del gennaio 1889Domande frequenti
Comprendere i Girasoli di Van Gogh
Le risposte essenziali sulla loro data, il loro numero, il loro colore, Gauguin e i musei che li conservano.
Quando Van Gogh ha dipinto i Girasoli?
Van Gogh dipinge quattro versioni ad Arles nell'agosto 1888, poi tre ripetizioni nel gennaio 1889. Aveva già realizzato a Parigi, nel 1887, studi di girasoli recisi.
Quante versioni dei Girasoli esistono?
La serie dei Girasoli di Arles comprende sette versioni. Cinque sono esposte nei musei, una appartiene a una collezione privata e una fu distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale.
Perché Van Gogh dipinse questa serie?
Voleva decorare la Casa Gialla e accogliere Paul Gauguin nel quadro del suo progetto di comunità artistica, lo Studio del Sud. Le ripetizioni del 1889 dovevano dialogare anche con La Berceuse.
Dove si trova la versione più celebre?
La versione con quindici fiori dipinta nell'agosto 1888 appartiene alla National Gallery di Londra. La sua collocazione può tuttavia cambiare in caso di prestito temporaneo.
Quali sono le dimensioni dei Girasoli di Londra?
La tela misura 92,1 centimetri di altezza per 73 centimetri di larghezza. È dipinta a olio su tela e reca la firma «Vincent» sul vaso.
Cosa simboleggiano i girasoli in Van Gogh?
Possono evocare l'amicizia, l'accoglienza, la gratitudine e la gioia, ma anche il ciclo della vita: il mazzo riunisce boccioli, fiori aperti e capolini già appassiti o andati a seme.
Perché il dipinto contiene così tanto giallo?
Van Gogh sperimenta un'armonia di chiaro su chiaro con diversi gialli cromo, ocra e accenti blu o verdi. La materia e la direzione delle pennellate permettono di distinguere le forme.
Van Gogh ha dipinto I Girasoli davanti a Gauguin?
Gauguin ha rappresentato Vincent mentre dipingeva girasoli, ma la scena è ricostruita: la stagione dei fiori era terminata e Van Gogh non lavorò alla serie durante i loro due mesi di convivenza ad Arles.
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