La Gioconda o ritratto di Lisa Gherardini di Leonardo da Vinci
Leonardo da Vinci • intorno al 1503-1519

La Gioconda: storia, analisi e segreti del dipinto

Chi era Monna Lisa? perché il suo sorriso sembra cambiare? cosa rivelano le sue mani, il suo paesaggio, lo sfumato e gli esami scientifici? ecco il quadro dietro il mito.

Olio su pioppo79,4×5 circa 53,4 cmMuseo del LouvreInventario 779
Risposta breve

Un ritratto che dà l'illusione della vita

La Gioconda raffigura con molta probabilità Lisa Gherardini, moglie del mercante fiorentino Francesco del Giocondo, Leonardo iniziò il ritratto intorno al 1503, lo conservò, poi lo riprese per anni L'opera entrò nelle collezioni di François I nel 1518 ed è ora al Louvre.

La sua fama non si basa su un solo segreto Nasce dall'incontro di più invenzioni: la posa rivolta verso lo spettatore, le mani sovrapposte, un paesaggio senza un luogo identificabile, contorni quasi impercettibili e un'espressione che sembra variare con il nostro sguardo.

Perché "Mese"? Il nome italiano Gioconda è la forma femminile di Giocondo, nome del marito di Lisa. "Monna Lisa" significa "Madame Lisa".
Storia in cinque date

Da Firenze alla Sala degli Stati

1503

Leonardo inizia il ritratto di Lisa Gherardini a Firenze.

1518

Francesco I acquista il dipinto, che Leonardo portò in Francia.

1797

L'opera si affianca alle collezioni esposte al Museo del Louvre.

1911

Vincenzo Peruggia ruba il cartello; fu trovato in Italia nel 1913.

2005

La Gioconda è installata da sola in una finestra climatizzata nella Salle des Estates.

Primo piano del volto e del sorriso della Gioconda
Il viso: transizioni continue intorno agli occhi e alla bocca, senza contorni duri.
Il sorriso

Perché sembra stia cambiando?

Il sorriso non è né una smorfia codificata né un messaggio nascosto Leonardo costruisce un'espressione instabile Gli angoli sono addolciti da ombre estremamente fini; fissando la bocca, certi contrasti diventano meno evidenti, poiché ritornano alla visione periferica.

Le labbra non sono occhiaie: la loro forma nasce da minuscoli passaggi di ombra e luce.
Guance, palpebre e bocca partecipano insieme all'espressione.
L'invecchiamento delle vernici modifica oggi i contrasti e la palette originale.
Tre aree da osservare

Il ritratto è costruito dal primo piano all'orizzonte

Particolare delle mani della Gioconda
Le mani sono posizionate sul bracciolo, senza gioielli spettacolari.
Primo piano

Mani che stabilizzano la posa

La mano destra poggia sulla sinistra e forma una base calma La riflettografia a infrarossi ha rivelato cambiamenti in quest'area e attorno alle colonnine dei sedili.

Dettaglio del paesaggio della Gioconda
Strade, acqua, rocce e nebbie compongono un mondo continuo, non un sito documentario.
Sfondo

Un paesaggio mentale

Non esiste una collocazione provata Il ponte è l'unico chiaro segno umano Le linee sinuose del paesaggio rispondono alle pieghe del velo e alle curve del corpo.

La Gioconda esposta nella Salle des Estates del Louvre
La Sala degli Stati oggi colloca il piccolo pannello al centro di un monumentale dispositivo.
Scala effettiva

Un dipinto più piccolo della sua reputazione

Il pannello misura circa 79,4 × 53,4 cm La sua vetrina, la distanza di sicurezza e la folla cambiano notevolmente l'esperienza rispetto alla riproduzione ravvicinata.

La tecnica

Lo sfumato non è un semplice sfocato

Il termine italiano evoca un effetto "fumoso" Leonardo sovrappone strati pittorici sottilissimi e riduce gradualmente i contrasti Le forme non sono mascherate: sono costruite senza rottura.

Intorno agli occhi e alle labbra, questo metodo impedisce il congelamento dell'espressione Nel paesaggio, produce una profondità atmosferica: più i piani sono lontani, più i loro colori e contorni si fondono insieme.

Da non confondere: uno sfumato sottile non è né un filtro moderno né una superficie uniformemente nebbiosa Mani, pieghe di vestiti e alcune rocce rimangono molto più strutturate.
Copia da officina della Gioconda conservata al Prado
La copia dell'officina del Prado, prodotta in parallelo, aiuta a trovare dettagli e colori che ora sono oscurati sull'originale.
Segreti o idee preconcette?

Sei dichiarazioni esaminate

Molto probabile

La modella è Lisa Gherardini

Due fonti antiche consistenti, tra cui una nota di Agostino Vespucci datata 1503, supportano questa identificazione ormai ampiamente accettata.

Falso

La Gioconda è un autoritratto di Leonardo

Le somiglianze proposte si basano su fragili connessioni visive e non sostituiscono i documenti storici.

Falso

Lei non ha le sopracciglia

L'invecchiamento, l'usura e la pregevole fattura rendono alcuni peli difficili da vedere, la loro visibile assenza non costituisce un codice segreto.

Non dimostrato

Il paesaggio rappresenta un luogo specifico

Sono stati proposti siti italiani, ma non c'è consenso per identificare il panorama come una visione topografica esatta.

Falso

Napoleone l'ha rubato all'Italia

Il dipinto fu acquisito da Francesco I dopo l'arrivo di Leonardo in Francia, ben prima delle campagne napoleoniche.

Qualificare

Il suo sorriso è l'unico segreto del dipinto

Altrettanto decisivi sono la posa, le mani, la loggia, il paesaggio, il supporto e gli strati pittorici.

Il muro del Louvre dopo il furto della Gioconda nel 1911
Nel 1911 i visitatori vennero a vedere lo spazio vuoto lasciato dal dipinto.
Il volo del secolo

Due anni di sparizione

Il 21 agosto 1911 Vincenzo Peruggia, ex vetraio del Louvre, rubò l'insegna La vicenda riempì i giornali e trasformò l'assenza del dipinto in spettacolo.

Peruggia conservò l'opera per più di due anni, poi cercò di offrirla a Firenze Il mercante d'arte avverte le autorità La Gioconda fu ritrovata nel dicembre 1913, esposta brevemente in Italia, poi tornò al Louvre nel gennaio 1914 Il furto non creò la sua fama da sola, ma la proiettò nella cultura mediatica globale.

Visualizza originale

Dov'è La Gioconda oggi?

È esposta al Museo del Louvre, ala Denon, livello 1, sala 711 nota come Salle des Estates, dal 2005, è protetta da una vetrina climatizzata che stabilizza temperatura e umidità.

SupportoTavola fine del pioppo
ConservazioneVetrina climatizzata
FragilitàPannello leggermente convesso e fessurato
Palette attualeModificato da vernici ossidate
Visitatori davanti alla finestra della Gioconda al Louvre
Riproduzione dipinta a mano

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Domande frequenti

La Gioconda in sei risposte

Chi ha dipinto La Gioconda?

Leonardo da Vinci, probabilmente del 1503, conservò e rielaborò la tavola fino alla fine della sua vita.

Chi è la donna raffigurata?

L'identificazione più consolidata è Lisa Gherardini, moglie del mercante fiorentino Francesco del Giocondo.

Quanto è alto il tavolo?

Alta circa 79,4 cm per 53,4 cm di larghezza è dipinta su una sottile tavola di pioppo.

Perché la Gioconda ci segue con gli occhi?

Come in molti ritratti orientati allo spettatore, la direzione dello sguardo rimane coerente mentre ci muoviamo La modellazione molto realistica rafforza questa impressione.

La Gioconda è stata restaurata?

Ha subito varie vecchie procedure Le vernici aggiunte dopo Leonardo si sono ossidate; oggi, la priorità è una conservazione molto stabile piuttosto che una pulizia spettacolare.

Possiamo vederlo senza vetro?

No. La sua fama e la fragilità del pannello richiedono una vetrina sicura e climatizzata.

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