Louvre · INV 780 · intorno al 1517 -1520
Questa grande figura probabilmente non è stata progettata come un Bacco. Il dipinto era un San Giovanni Battista, trasformato diverse generazioni dopo dall'aggiunta di uva, edera e tirso.
Bottega di Leonardo · attribuito a Francesco MelziRisposta breve
Un santo che divenne dio del vino
Il dipinto tradizionalmente chiamato Bacco è oggi registrato dal Louvre con il titolo San Giovanni Battista. Il suo primo stato rappresentò il precursore di Cristo: giovane, vestito di pelle animale, braccio alzato al cielo e dotato di una croce di canna.
Alla fine del XVII secolo, la sua iconografia fu "paganizzata". Furono aggiunti una corona di edera e un grappolo d'uva; la croce fu mutata in tirso. Recenti revisioni scientifiche hanno permesso di distinguere questi interventi dal nucleo originario.
Attribuzione da utilizzare: bottega di Leonardo da Vinci, attribuita a Francesco Melzi. Dire semplicemente "dipinto da Leonardo" maschera lo stato attuale della ricerca e l'avviso ufficiale del Louvre.
Due letture sovrapposte
Cosa apparteneva al santo, cosa rende Bacco
Proprio in questo palinsesto risiede l'interesse dell'opera: la posa e parte del costume rimangono cristiane, mentre diversi segni aggiunti impongono una lettura mitologica.
Il primo stato: San Giovanni Battista
- La pelle animale ricorda la vita ascetica nel deserto.
- Il dito alzato indica una verità superiore e annuncia Cristo.
- La lunga croce di canna identifica tradizionalmente Giovanni.
- Il paesaggio roccioso si adatta al predicatore allontanato dal mondo.
La trasformazione: Bacco
- Il grappolo d'uva posto in mano richiama il vino.
- La corona di edera sostituisce l'attributo vegetale del santo.
- La croce diventa un tirso, bastone rituale della processione bachica.
- La sensualità del corpo viene riletta come antica intossicazione.
Lettura guidata
Tre dettagli dove la storia del dipinto rimane visibile
Il sorriso nell'ombra
Il volto emerge da un denso sfumato Questa enigmatica dolcezza avvicina la figura al piccolo San Giovanni Battista autografo, senza bastare a provare che Leonardo eseguì tutto il dipinto.
Un gesto cristiano
Braccio e dito alzati continuano a dirigere lo sguardo oltre il dipinto. Anche trasformato in un antico dio, il personaggio conserva la sintassi visiva del Precursore.
Pelle molto originale
Le recensioni di C2RMF hanno dimostrato che la pelle maculata non è un'aggiunta tardiva bachica. Apparteneva già a san Giovanni e testimonia il primo programma religioso.
Cronologia materiale
Cinque secoli di viaggi, ritocchi e restauri
Probabile esecuzione nello stretto seguito di Leonardo, forse da parte di Francesco Melzi.
Cassiano dal Pozzo vede l'opera a Fontainebleau e la dona nuovamente a Leonardo.
Vengono aggiunte uva ed edera; la croce viene convertita in tirso.
Lo strato pittorico viene trasferito dal suo pannello di legno ad una tela.
Un importante restauro arriva dopo diversi secoli di trasformazioni.
Il restauro di Cinzia Pasquali e le revisioni del C2RMF chiariscono gli stati che si sono succeduti.
Verdetto cauto
Un'invenzione di Leonardo, un'esecuzione di officina, una mano possibilmente identificabile.
La formula rende conto dei tre livelli di certezza senza trasformare un'ipotesi in una firma.
Perché il Louvre propone il nome di Melzi?
La composizione è vicina alla sua ricerca: figura monumentale, gesto indicativo, sorriso ambiguo, involucro d'ombra. Il successo del modello e delle sue varianti può segnalare un'invenzione del master.
La qualità non è uniforme e la tavola fa parte di una pratica collettiva. I discepoli prendono disegni, scatole, processi e figure senza che ogni passo sia autografo.
Il restauro ha avvicinato l'energico disegno del corpo e alcuni dettagli botanici Vertumno e Pomona, opera firmata da Melzi. L'attribuzione resta formulata con cautela.
Confrontare per capire
Il grande santo e il piccolo San Giovanni di Leonardo
Grande formato: INV 780
La figura è installata in un paesaggio, quasi a figura intera, con ampia anatomia. Le sue dimensioni favoriscono la lettura decorativa e forse spiegano la facilità con cui il santo fu convertito in un antico dio.
Piccolo formato: INV 775
Il santo autografo emerge da uno sfondo nero, inquadrato a metà. Il sorriso, il dito alzato e la croce rendono evidente il nesso, ma la materia più sottile e l'unità del chiaroscuro contraddistinguono l'opera leonardesca. Vedi la riproduzione di San Giovanni Battista.
The Francesco Melzi Trail
Guarda le piante, non solo il sorriso
Melzi fu uno dei compagni più fedeli di Leonardo. Ha conservato le sue carte dopo la sua morte e ha assimilato profondamente i suoi modi. Nel Vertumno e Pomona‘toni di pelle liscia, sagome potenti e vegetazione meticolosa offrono punti di confronto più precisi di una vaga "somiglianza di Léonard".
La riconciliazione non trasforma il file in assoluta certezza. Spiega perché il Louvre separa l'idea di bottega dall'ipotesi di una mano particolare: "la bottega di Leonardo" è il quadro generale; "attribuita a Melzi" è la proposizione attuale.
Immagine: Francesco Melzi, Vertumno e Pomona, Gemäldegalerie, Berlino.
Un tipo visivo condiviso
Il giovane, bellissimo e quasi antico San Giovanni
Il grande santo della bottega di Leonardo non nasce isolato. All'inizio del XVI secolo, Raffaello e altri artisti raffigurarono Giovanni come un giovane asceta atletico. Il confine tra corpo sacro e bellezza antica diventa volutamente poroso.
Questa ambiguità ha facilitato un’ulteriore trasformazione. Bastava modificare gli attributi: un corpo già eroico poteva cambiare identità senza essere completamente ridipinto. Il confronto evita quindi una falsa alternativa tra cristianesimo e paganesimo: il Rinascimento li faceva già dialogare formalmente.
Conservazione
Perché il supporto e i restauri contano tanto quanto lo stile
Il dipinto non è più sui suoi supporti originali. Il trasferimento dal legno alla tela, effettuato alla fine del XVIII secolo, separò lo strato pittorico dalla sua struttura originaria. Questo tipo di intervento ha cercato di salvare un dipinto ritenuto fragile, ma ne ha necessariamente modificato la superficie, la tensione e talvolta la lettura.
Imaging
Gli esami in luci diverse distinguono strati, ripetizioni e aggiunte successive.
Materia
Il trasferimento e gli antichi restauri spiegano certe irregolarità che l'occhio potrebbe attribuire troppo velocemente all'artista.
Iconografia
Edera, uva e tirso potrebbero essere isolati come interventi dopo il primo San Giovanni.
Attribuzione
Il restauro rende ancora una volta visibili qualità di disegno e colore utili al confronto con Melzi.
Non confondere
San Giovanni, Bacco e stato attuale: il dipinto in un dipinto
Pelle animale
San Giovanni: Ascetismo nel deserto
Bacco: Pelle esotica dell'antica processione
Condizione del dipinto: Elemento originale
Dito alzato
San Giovanni: Annuncio di Cristo e salvezza
Bacco: Gesto di rivelazione o intossicazione
Condizione del dipinto: Appartiene alla prima composizione
Bastone
San Giovanni: Croce di Canna
Bacco: Tirso bacchico
Condizione del dipinto: Croce trasformata tardi
Ivy
San Giovanni: Nessun ruolo necessario
Bacco: Corona di Bacco
Condizione del dipinto: Aggiunta successiva
Uva
San Giovanni: Non compatibile con l'identità iniziale
Bacco: Vino e vendemmia
Condizione del dipinto: Aggiunta successiva
Vedi l'opera
Al Louvre, nella sala 710
Il dipinto è indicato dal Louvre nella sala 710, ala Denon, livello 1 Il suo grande formato - 177 × 115 cm senza accessorio - contrasta nettamente con quello piccolo San Giovanni Battista autografo. Vederli nello stesso percorso permette di giudicare direttamente la differenza di scala, materiale e concentrazione luminosa.
La presentazione può cambiare: consultala avviso ufficiale del Louvre prima della visita.
Allunga lo sguardo
Riproduzione e relative collezioni
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Domande frequenti
Cosa ricordare di Bacco
Bacco è stato dipinto da Leonardo da Vinci?
Il Louvre lo attribuisce alla bottega di Leonardo da Vinci, con un'attribuzione proposta a Francesco Melzi. La progettazione relativa al master rimane possibile, ma l'esecuzione non è considerata interamente autografa.
Perché il Louvre lo chiama San Giovanni Battista?
Perché il primo stato era cristiano. L'uva, l'edera e il tirso che hanno imposto il nome Bacco sono trasformazioni successive.
Quando il santo fu trasformato in Bacco?
La trasformazione è generalmente collocata alla fine del XVII secolo, diverse generazioni dopo l'esecuzione del dipinto intorno al 1517-1520.
Quali elementi di Bacco sono stati aggiunti?
Sono stati aggiunti la corona di edera e il grappolo d'uva. La croce di canna di San Giovanni fu modificata per assumere l'aspetto di un tirso.
La pelle animale è un'aggiunta?
No. Esami recenti indicano che apparteneva al primo stato e si riferiva già alla vita di San Giovanni nel deserto.
Perché pensiamo a Francesco Melzi?
La qualità del disegno, le tonalità della pelle e alcuni dettagli botanici sono stati paragonati in particolare ai suoi lavori affidabili Vertumno e Pomona.
Il dipinto è ancora su legno?
No. Originariamente dipinto su tavola, fu trasferito su tela alla fine del XVIII secolo.
Dove vedere il dipinto al Louvre?
L'avviso del museo indica attualmente la sala 710, ala Denon, livello 1. È meglio controllarne la posizione prima di viaggiare.
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